di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 29 gennaio 2026
Dalle 6.000 posizioni previste si passa a 9.368 per un costo di 349 milioni. La categoria più interessata è quella degli addetti all’ufficio del processo. Tra poche ore, in occasione delle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario, il tema delle risorse a disposizione dell’amministrazione della giustizia sarà prevedibile oggetto di polemiche. E tra le risorse, quelle per il personale avranno la massima visibilità, in particolare sul versante della stabilizzazione degli addetti all’ufficio del processo. Del resto, pochi giorni fa l’Anm aveva chiesto di essere audita dalla Commissione europea sulla possibile dispersione del capitale umano maturato nel corso dell’esperienza Pnrr.
L’aumento del personale - Ieri tuttavia alle organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto il contratto collettivo di settore, escluse quindi Cgil e Usb, il Dog (Dipartimento dell’organizzazione di giustizia) ha comunicato un significativo aumento del numero di personale Pnrr che sarà stabilizzato a partire dal prossimo 1° luglio. Su 11.211 lavoratrici e lavoratori oggi in servizio a tempo determinato nel contesto degli iniziali ingaggi in quota Pnrr, dalle 6.000 stabilizzazioni annunciate si passa a 9.368.
Più nel dettaglio si tratterà di 1.565 assistenti e di 7.803 funzionari, tra i quali la maggioranza è di addetti all’ufficio del processo. L’impegno complessivo del ministero per rendere sostenibile l’operazione è di 349. Restano ancora escluse 1.832 figure. Inoltre sono state individuate le capacità assunzionali anche per la stabilizzazione di tutti gli operatori precari ex tirocinanti della Calabria e per 1.500 progressioni verticali in deroga del personale del ministero.
Per Lina Di Domenico, capo del Dog, si tratta di “uno sforzo significativo, che permette di tenere insieme esigenze diverse, come le legittime aspirazioni di tante lavoratrici e lavoratori che hanno dato in questi anni una prova eccellente, permettendo anche all’amministrazione della giustizia di acquisire professionalità nuove e sperimentare modelli organizzativi più innovativi, e, nello stesso tempo, di non mortificare il personale interno per quale sono comunque state individuate risorse per garantire legittime progressioni di carriera”.
Gli obiettivi Pnrr - L’intera operazione dovrebbe così rendere possibile la messa a regime, evitando che ne venga dissipato il patrimonio di esperienze accumulato, della struttura dell’Ufficio del processo. Un elemento che, per riconoscimento ormai unanime, ha contribuito in maniera determinante al raggiungimento di quasi tutti gli obiettivi del Pnrr nel comparto giustizia. Dove alla riduzione di tempi e arretrato nel penale si aggiunge, nel civile, la riduzione delle cause pendenti nei limiti concordati, con l’unica vera incognita del taglio del 40% della durata entro il prossimo giugno (dove ormai l’obiettivo più realistico è considerato anche a via Arenula piuttosto quello di un avvicinamento al target rispetto a un suo pieno conseguimento).









