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di Liana Milella

La Repubblica, 16 agosto 2023

Secondo la riforma immaginata dal Guardasigilli, il tempo del reato si calcola quando viene scoperto e non quando viene commesso. Ma Forza Italia, Lega e FdI sono contrari. Per gli avvocati è inaccettabile. Vuole legare il suo nome a una legge che farà storia. Per essere famoso come Giuliano Vassalli, il giurista “eroe della Resistenza”, che da quando è Guardasigilli avrà citato un centinaio di volte. In ogni discorso e in ogni intervista. Dopo la legge Orlando, la legge Bonafede, la legge Cartabia, la prossima legge sulla prescrizione porterà il nome di Carlo Nordio. E servirà al Guardasigilli - ammesso che la maggioranza gliela faccia passare - per riguadagnare il pieno favore dei suoi ex colleghi pubblici ministeri.

La prescrizione secondo Nordio (e i pm) - Legge semplice. Riguarda la prescrizione. E Nordio ne ha parlato con molti esponenti della maggioranza e dell’opposizione. È la legge che hanno sempre chiesto i magistrati. Prevede questo: far decorrere l’orologio della prescrizione dal momento in cui il reato viene scoperto, e non, come avviene adesso, da quando viene commesso. La legge Cirielli del 2005, dell’allora governo Berlusconi, regola poi i tempi di prescrizione per ciascun reato per poter indagare prima della “morte” del reato stesso.

Legge che, se davvero la maggioranza consentirà a Nordio di presentarla, è destinata a rivoluzionare completamente l’organizzazione dei processi italiani. Perché con essa cadrebbero le leggi sulla prescrizione che si sono succedute dal 2017 ad oggi. La legge Orlando, che mantiene la prescrizione dei singoli reati, ma prevede che il processo in Appello e quello in Cassazione si sospendono per 36 mesi complessivamente, 18 in ciascuna fase, per consentire al processo stesso di andare avanti, naturalmente se l’imputato è stato condannato. Per gli assolti il processo va avanti comunque. La legge Bonafede, del 2019, che blocca invece la prescrizione dopo il processo di primo grado. Mantenuta dalla legge Cartabia del 2021 che però introduce il principio della cosiddetta “improcedibilità”, per cui il processo “muore” se i magistrati non rispettano un calendario strettissimo in Appello.

Per ora niente accordo su un testo base - Un vero guazzabuglio, che Nordio vuole cancellare. Del progetto, che ha mente da tempo, ha parlato con i suoi al ministero. Lo hanno consigliato di essere prudente. E lo rivelano con un certo scetticismo. Soprattutto perché, proprio nelle stesse ore, la maggioranza ragiona su ben altro. Anche se non è affatto vero, come pure è stato scritto, che già esista un accordo su un testo base della nuova prescrizione depositato alla Camera. Questo testo non esiste. La fotocopia pubblicata è soltanto un appunto di Enrico Costa, il responsabile Giustizia di Azione, nonché vice segretario di Carlo Calenda, che in vista della prima seduta che si terrà il 6 settembre ha messo insieme i vari progetti di legge che esistono sulla prescrizione proprio a Montecitorio. Il suo disegno di legge, che ripristina in toto la legge Orlando e mantiene l’improcedibilità di Cartabia; il progetto di Fratelli d’Italia firmato dal presidente della commissione Giustizia Ciro Maschio simile al suo, e quello di Forza Italia, del vice presidente della commissione Pietro Pittalis, che invece cancella l’improcedibilità.

Costa è un vero esperto di prescrizione, tant’è che tutti ricordano i suoi numerosi interventi da quando è parlamentare - cioè circa vent’anni - con tanto di tabulati alla mano per dimostrare che la maggior parte dei reati, circa il 75%, cadono già nella fase delle indagini preliminari, mentre quello che resta “muore” tra l’Appello e la Cassazione. Costa vuole ripristinare la legge di Orlando. E l’ex guardasigilli del Pd sarebbe ben favorevole a sostenere la sua stessa proposta. Anche se il suo partito non la pensa a fatto allo stesso modo e vuole invece conservare l’improcedibilità di Cartabia. Non solo per rispettare gli accordi fatti, ma anche per non perdere i fondi del Pnrr.

Il no degli avvocati - Prima delle vacanze Costa - che lo conferma a Repubblica - ha messo insieme un testo, che non è dunque un testo base, ma solo una bozza su cui discutere. Per trovare un consenso nella maggioranza stessa. Una bozza che però, se Nordio presenta la sua prescrizione, salta del tutto per aria. Perché l’ipotesi Nordio è totalmente rivoluzionaria. Una soluzione da sempre sollecitata dai magistrati, da una toga come Pier Camillo Davigo, convinti che la moria dei processi sia proprio determinata dal fatto che la prescrizione parte troppo presto, quando il reato viene commesso, e non quando viene scoperto, soprattutto per i crimini dei colletti bianchi. I nemici giurati di un simile meccanismo sono gli avvocati, che, se dovesse passare un’ipotesi di questo genere, farebbero le barricate. Altro che sciopero di tre giorni com’è avvenuto fino a oggi, sarebbero pronti ad astenersi dal lavoro anche per un mese.

Il Guardasigilli punta al consenso dei magistrati - Allora qual è la logica del Guardasigilli Nordio nel lanciare un’ipotesi del genere? Sicuramente è quella di mostrarsi pubblico ministero in mezzo ai pubblici ministeri. Acquisire la loro fiducia e il loro consenso, anche se si appresta a tagliare drasticamente le intercettazioni, e a introdurre un’altra mannaia nella vita dei pm, cioè regole sulla presunzione d’innocenza molto più stringate e invasive di quanto non siano quelle approvate con la Guardasigilli Cartabia. Un progetto che è in cantiere in via Arenula, e che dovrà essere pronto entro la fine dell’anno. Va di pari passo con le nuove regole che impongono il totale segreto nella fase delle indagini preliminari. Per far passare tutto questo a Nordio serve un grimaldello. E proprio la prescrizione che parte da quando il reato viene scoperto è lo strumento adatto. Con questa norma può conquistare l’entusiasmo dell’Associazione nazionale magistrati, il consenso delle tante toghe in pensione che rappresentano altrettanti guru pronti a criticare le leggi sulla giustizia.

Il nodo del Pnrr - Ma purtroppo c’è un grosso handicap e cioè i fondi del Pnrr. I processi civili sono già in evidente difficoltà, e la riduzione del 40% previsto dagli accordi di Bruxelles è già irrealistica. Va meglio con il penale proprio grazie allo spauracchio della legge Cartabia sull’improcedibilità, che ha spinto le corti d’Appello ad accelerare i processi. Vale un esempio per tutti, quello di Napoli, dove lo spaventoso arretrato che si aggirava sul 70% si è sensibilmente ridotto.

Cosa accadrebbe se Nordio dovesse spuntarla con la sua proposta sulla prescrizione? Può cavarsela con un escamotage. La norma può valere solo per i reati futuri. Nel frattempo continuerebbero a funzionare le norme di Cartabia. Ma Nordio potrebbe scrivere il suo nome accanto a una parola - prescrizione Nordio - che è tra le più citate sui manuali di diritto penale e nei dibattiti sulla giustizia.