di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Garantista, 26 marzo 2015
Sono in 86 quelli che hanno stracciato la tessera di Mi per aderire ad Autonomia e Indipendenza. Sono stati alle fine 1.447 i magistrati che hanno aderito all'appello lanciato le scorse settimane dal gruppo di Magistratura Indipendente per convocare un'Assemblea straordinaria dell'Associazione nazionale magistrati.
Assemblea che, nelle intenzioni, dovrà finalmente decidere quali iniziative intraprendere riguardo la recente modifica della responsabilità civile delle toghe. Come si ricorderà, lo scorso novembre, l'Anni aveva infatti detto no alla proposta di sciopero avanzata da Mi, preferendo forme di protesta più "blande".
Anche per evitare il rischio, come disse il presidente Rodolfo Maria Sabelli, di possibili strumentalizzazioni in un momento in cui la fiducia dei cittadini verso la magistratura è ai minimi storici. Come certificato dal rapporto Eurispes 2014. Per la convocazione dell'Assemblea nazionale erano sufficienti 250 firme.
Unico requisito richiesto l'iscrizione all'Anm. Il Comitato direttivo centrale dell'Anni, tenutosi domenica, non ha potuto far altro, dunque, che convocare l'assemblea per il prossimo 19 aprile. Tenuto conto che gli iscritti a Mi sono 714, si può tranquillamente affermare che il tema della responsabilità civile continua ad essere al centro dei pensieri delle toghe. Un tema assai sentito che va oltre l'appartenenza ad una corrente ma è trasversale all'intera magistratura.
Ed il fatto che saranno proprio i magistrati a giudicarsi fra loro non "tranquillizza", ma anzi svela scenari inquietanti se, un magistrato di spessore come Ilda Boccassini, arriva a dire di "aver paura della cattiveria dei colleghi". C'è il rischio, neppure tanto velato, che dietro la questione della responsabilità civile si nasconda uno "strumento" per regolare alcuni conti in sospeso fra le toghe. Magari proprio fra iscritti a correnti diverse. Un clima da lunghi coltelli che se spaventa la Boccassini figuriamoci quanto rende sereni i cittadini che devono sottoporsi al giudizio dei magistrati.
Sempre in tema di numeri, poi, sono 66 i magistrati che hanno stracciato la tessera di Mi per aderire alla corrente Autonomia e Indipendenza di Piercamillo Davi-go e Sebastiano Ardita. Numeri, al momento, non particolarmente significativi. Segno che nonostante la grande visibilità mediatica di Davigo il grosso degli iscritti ad Mi ha preferito continuare sulla strada vecchia piuttosto che percorrere nuove avventure correntizie. Nel distretto di Milano, feudo del presidente di Autonomia e Indipendenza dai tempi di Tangentopoli, sono solo 4 magistrati che hanno lasciato Mi. Ma Davigo ha però pronto il jolly per poter far incetta di consensi e aumentare le tessere: il ricorso sul taglio delle ferie.
Altro tema clou, dopo la responsabilità civile. In attesa che il legislatore chiarisca i dubbi interpretativi insorti, relativamente al fatto se il taglio da 45 a 30 giorni si applichi a tutti i magistrati o solo ai fuori ruolo, Autonomia e Indipendenza si fa promotrice del ricorso giurisdizionale. L'iniziativa, secondo i promotori, non è in concorrenza con quelle dell'Anni o del Csm ma vuole semplicemente essere uno contributo positivo per la tutela dei diritti delle toghe. C'è tempo fino al 10 aprile per dare l'adesione. 50 euro il costo dell'iniziativa. Vedremo in quanti aderiranno.










