di Errico Novi
Il Garantista, 27 gennaio 2015
Poteva scegliere tra due indicazioni, il Csm. La prima l'aveva proposta l'Associazione nazionale magistrati: secondo il parere tecnico - e ovviamente non vincolante - del sindacato delle toghe, il taglio delle ferie dei giudici da 46 a 31 giorni riguarderebbe solo la magistratura fuori ruolo. Secondo questa lettura dunque nulla dovrebbe cambiare per tutti coloro esercitano effettivamente la funzione giurisdizionale. Nulla di vincolante.
Palazzo dei Marescialli avrebbe d'altronde avuto modo di sottoporre il dilemma al proprio Ufficio Studi. Così ha fatto (come riferito con tutti i dettagli tecnici nell'altro servizio di questa pagina, ndr), e ha raggiunto una conclusione opposta: la norma sulle vacanze di giudici e pm, contenuta nel decreto sul processo civile, va estesa a tutti; non riguarda solo i colleghi in distacco presso ministeri o altre amministrazioni, vale per qualsiasi magistrato. Gli esperti in servizio presso il Csm lo hanno sostenuto in un documento di ben 18 pagine, consegnato il 19 dicembre. Bene: tra le due, il Consiglio è orientato a optare per la prima versione. Quella secondo cui i giorni di vacanza restano 45.
Quella prodotta dal sindacato dei giudici. La dotta disquisizione dell'Ufficio Studi resterà un mero esercizio di erudizione. La Settima Commissione si prepara a votare a netta maggioranza la proposta di documento avanzata dal consigliere Antonello Ardituro. Un consigliere togato. Cioè un magistrato pure lui. L'Organo di autogoverno dei giudici, che dovrebbe rappresentare l'autonomia, l'indipendenza ma anche la credibilità della magistratura, sposa una tesi sindacale e mette da parte quella dei propri tecnici.
Deciderà il plenum. Se davvero approverà un documento con efficacia regolamentare che di fatto vanificherebbe il decreto governativo, si aprirà un pesante scontro istituzionale. A quel punto il ministro della Giustizia, più che sollevare il conflitto dinanzi alla Consulta, ricorrerà al Tar. La magistratura rischia di apparire come una corporazione che difende con le unghie e con i denti 15 giorni di vacanza in più.
Ieri il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, un politico, ha dato torto al pg di Torino Maddalena rispetto alla polemica sulle ferie con Renzi: "È sbagliata, si può anche ritenere che quei 15 giorni in più sono usati dai giudici per completare gli adempimenti, ma ormai il legislatore ha deciso". Poi ha aggiunto: "Occorre urgentemente recuperare l'autorevolezza e il prestigio della magistratura con fatti e comportamenti concreti". Il plenum, col voto sulle ferie, sta per smentire in modo clamoroso il suo vertice.










