di Michela Allegri
Il Messaggero, 9 marzo 2020
Si celebreranno i procedimenti per minorenni e detenuti, sospesi i termini della prescrizione. Udienze rinviate, contatti con il pubblico ridotti il più possibile negli uffici, con l'accesso limitato ad attività urgenti, e lavoro in modalità telematica. Un periodo cuscinetto per entrare a regime e, poi, stretta sulle udienze fino al 31 maggio, in base a quanto verrà deciso dai dirigenti dei tribunali con ordinanze ad hoc. La Giustizia in Italia si ferma, causa coronavirus.
Verranno trattati - a porte chiuse - solo i procedimenti urgenti, con minorenni imputati, o con detenuti. Su proposta del presidente del Consiglio dei Ministri e del ministro della Giustizia, è stato firmato il decreto-legge che dispone "misure straordinarie ed urgenti per contrastare l'emergenza epidemiologica da Covid-19 e contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell'attività giudiziaria".
È stato stabilito che ci sarà un periodo di transizione che andrà da oggi fino al 22 marzo. Un lasso di tempo necessario per consentire ai dirigenti di stilare misure specifiche per ogni ufficio. Tranne alcune eccezioni, le udienze civili e penali pendenti in tutti gli uffici giudiziari d'Italia verranno rinviate "a data successiva" e, dunque, non si terranno. C'è un dettaglio importante: verranno sospesi i termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti rinviati e anche quelli relativi alla prescrizione. Ci sono però alcuni casi particolari che rendono comunque necessaria la celebrazione delle udienze, impossibili da posticipare.
Per quanto riguarda il settore civile, si svolgeranno - quando mediante collegamenti da remoto - le cause di competenza del Tribunale per i minorenni che riguardino dichiarazioni di adottabilità, minori stranieri non accompagnati, minori allontanati dalla famiglia, cause di famiglia relative ad alimenti, cause di matrimonio. Si terranno anche i procedimenti cautelari che riguardino "la tutela di diritti fondamentali della persona", l'adozione di provvedimenti in materia di tutela, di amministrazione di sostegno, di interdizione.
La stessa cosa vale per quelli relativi all'adozione di ordini di protezione contro gli abusi familiari, per quelli di convalida dell'espulsione o allontanamento. La regola è di non rinviare "tutti i procedimenti la cui ritardata trattazione può produrre grave pregiudizio alle parti", si legge nel testo. Sarà il capo dell'ufficio giudiziario a stabilire l'urgenza dei procedimenti.
Il penale - Per quanto riguarda il penale, invece, si terranno regolarmente le udienze di convalida di arresti e fermi, i procedimenti in cui scadano i termini di custodia, quelli in cui siano state richieste o applicate misure di sicurezza detentive. Quando i detenuti, gli imputati o i loro difensori espressamente richiedano che si proceda, inoltre, verranno trattate le udienze a carico di detenuti, quelle relative all'applicazione di misure di prevenzione e quelle a carico di minorenni.
Dovranno anche essere trattati i procedimenti in cui sia necessario "assumere prove indifferibili" con incidente probatorio. In questo caso, la dichiarazione di urgenza dovrà essere fatta dal giudice o dal presidente del collegio, su richiesta di parte, con un provvedimento motivato e non impugnabile. I contatti con il pubblico sono ridotti il più possibile: negli uffici attrezzati, gli atti dovranno essere depositati solo in modalità telematiche. Fino alla fine di maggio, inoltre, sono previste restrizioni anche per quanto riguarda i detenuti: potranno partecipare alle udienze in videoconferenza. Mentre i colloqui in carcere con i familiari dovranno essere svolti "a distanza, mediante, apparecchiature e collegamenti di cui dispone l'amministrazione penitenziaria, o mediante corrispondenza telefonica". La magistratura di sorveglianza avrà la facoltà di sospendere i permessi premio. Le stesse direttive verranno applicate anche alle commissioni tributarie e alla magistratura militare e contabile.










