di Liana Milella
La Repubblica, 22 giugno 2021
La Guardasigilli teme l'intransigenza del Movimento Cinque Stelle sulla prescrizione: "Una sintesi è necessaria". A Marta Cartabia piace scalare le montagne. Piantare un chiodo dopo l'altro per raggiungere la vetta. Certo, e lei lo ammette, ci sono chiodi più difficili da piazzare rispetto ad altri. La metafora ci aiuta a capire il rapporto tra la Guardasigilli e il M5S. Che è anche la storia dell'attuale ministra e dell'ex ministro Alfonso Bonafede. E adesso che si avvicina il momento fatidico degli emendamenti sul processo penale, prescrizione compresa, un fatto è certo, Cartabia e Mario Draghi marciano in cordata per portare a casa le riforme "il più velocemente possibile".
Tant'è che il filo diretto tra palazzo Chigi e via Arenula è continuo. Come lo è la preoccupazione che sulla giustizia, dentro M5S, possa prevalere l'intransigenza. Magari guardando più al passato, ad altri bilanciamenti di governo, che non a quello attuale dove le sensibilità sono diverse e dove "una sintesi è necessaria". Come dice Cartabia, citando la dea Atena nelle Eumenidi, un testo che le è caro, "anche nel nostro tempo le discussioni intorno alla giustizia avrebbero bisogno di più logos e più dia-logos, più ragionamento e riflessione, più comprensione profonda per le ragioni dell'altro, e meno istinto e reattività".
È un invito, certo non mascherato, a ragionare, piuttosto che ad aggredire. Un invito al M5S, dove le sensibilità sulla giustizia sono diverse, da dove giungono voci ostinate sulla prescrizione made in Bonafede, ma pure segnali di disponibilità a una trattativa che badi al risultato. Portare a casa i fondi del Recovery, e una giustizia che si sdogana dalla sua proverbiale lentezza. Questo vuole l'Europa, su questo, con Draghi, lavora Cartabia. Che certo, pur da ministro tecnico qual è, non ignora i tormenti in casa grillina. Anzi li segue con attenzione.
Tanto li ha presenti che con Bonafede si è mossa da signora. Un incontro con lui poche ore dopo essersi insediata. Aver mantenuto come capo di gabinetto Raffaele Piccirillo. Utilizzare i disegni di legge del suo predecessore come testo base per tutte e tre le riforme della giustizia un gesto che Bonafede ha apprezzato. Cartabia lo ha fatto mentre, in Parlamento, c'era chi spingeva per utilizzare testi base differenti. E poi un incontro nel merito con il M5S, quando dal lavoro della commissione Lattanzi era già emerso che la prescrizione non sarebbe potuta rimanere né quella di Bonafede, né tantomeno quella del lodo Conte bis. Ipotesi su cui lo stesso Pd, che l'aveva sottoscritta col governo giallorosso, ha preso le distanze proponendo soluzione alternative.
La formula di Cartabia sulla prescrizione non è ancora sul tavolo. Quindi, logica vorrebbe che non si alzassero in anticipo dei muretti. Né tantomeno muoversi ipotizzando future barricate su quello che ancora non c'è. Certo è che alla Guardasigilli non possono sfuggire le dinamiche di M5S sulla giustizia. Conte e Bonafede da una parte, ma anche Luigi Di Maio e le sue parole sul caso Uggetti dall'altra. Nonché l'apprezzamento per lei quando ha incontrato Gianni Forti, lo zio di Chico, in carcere dal 2000 negli Stati Uniti, condannato all'ergastolo per omicidio, sul quale Cartabia ha promesso il suo impegno "per riportarlo a casa". E d'altra parte, non erano parole di guerra neppure quelle dell'intervista di Bonafede a La Stampa in cui, l'8 giugno, le dà atto cortesemente di aver portato avanti il suo piano sul personale, per aumentare il numero di magistrati e cancellieri. Certo poi c'è anche la nettezza di un Patuanelli quando dice che l'intesa raggiunta sulla prescrizione nel precedente governo "è l'unico punto di caduta possibile".
E il perimetro di Giuseppe Conte. Cartabia sta seguendo un percorso ragionato per portare a casa le riforme. Quella sul civile è già al Senato con un tesoretto milionario per la mediazione. I gruppi di lavoro Lattanzi e Luciani porteranno ai suoi emendamenti. Ma ecco gli incontri bilaterali gestiti nella massima riservatezza, proprio a cominciare da M5S. Poi Enrico Letta. A breve arriverà la Bongiorno. E Carlo Calenda con Enrico Costa. Con FI il dialogo passa per il sottosegretario Sisto. La costruzione di un puzzle difficile certo, ma in cui per Cartabia conta il dialogo. Anche quello con M5S sulla formula più giusta per andare avanti anche sulla prescrizione.











