sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Damiano Aliprandi

 

Il Garantista, 14 febbraio 2015

 

La corte di Reggio Calabria ha accolto l'istanza di risarcimento per ingiusta detenzione e a rimandato a giugno la decisione finale. Sono queste le buone notizie per Giuseppe Gulotta, colui che ha passato 22 anni di galera innocentemente.

La Corte d'Appello di Reggio Calabria ha deciso di accogliere le richieste avanzate dei legali di Giuseppe Gulotta e ha spiazzato l'avvocatura dello Stato che si era opposta al risarcimento per "induzione in errore giudiziario per falsa dichiarazione" - poco importa se sotto violenze e torture accertate nel procedimento di revisione del processo - ed ha portato in aula tre periti e li ha fatti giurare sulla Costituzione: essi avranno il compito di sezionare, ancora una volta, la vita di Giuseppe e capire, analizzare, quantificare i danni che ha subito in trentasei anni di calvario giudiziario, da innocente.

Gli avvocati Pardo Cellini e Lauria Baldassarre parlano di un "moderato ottimismo" e invitano alla prudenza, rimandando ogni considerazione al prossimo appuntamento in tribunale che ci sarà l'11 giugno. Nel frattempo l'avvocatura dello Stato sta portando avanti una dura opposizione alla richiesta di risarcimento. Sono 56 i milioni chiesti a riparazione del maltolto. "Il tribunale - spiega l'avvocato Cellini - vuole capire come i 22 anni passati in carcere da innocente possano avere cambiato in peggio la vita di Gulotta".

Intanto, attraverso il web, Gulotta si rivolge al premier Renzi e al presidente della Repubblica Mattarella, affinché lo Stato possa riconoscere le proprie colpe. Ricordiamo che Giuseppe Gulotta oggi ha 57 anni. Quando ne aveva appena 18, nel 1976, è stato accusato di aver ucciso due giovani carabinieri che dormivano nella caserma di Alcamo Marina, in provincia di Trapani. Arrestato, è stato costretto sotto tortura a confessare un reato mai commesso.

Al processo di primo grado è stato assolto per insufficienza di prove, ma dopo vari gradi di giudizio è stato definitivamente condannato all'ergastolo nel 1990. Con lui furono accusati degli omicidi altri quattro ragazzi. Due fuggirono in Brasile per scampare al verdetto, uno venne ritrovato impiccato in cella, un altro ancora morì di tumore in carcere, privato delle cure in ospedale perché ritenuto un pericoloso ergastolano.

Dopo 36 anni, di cui 25 trascorsi dietro le sbarre, Gulotta ha ottenuto la revisione del processo grazie alla confessione di un carabiniere. È stato assolto definitivamente nel 2012. Ad oggi attende ancora che lo Stato gli versi il risarcimento per l'ingiusta detenzione e forse a giungo potrà finalmente vincere la battaglia finale, anche se nulla potrà mai ridargli indietro tutti gli anni di libertà che la malagiustizia gli ha portato via.