di Piero Sansonetti
Il Garantista, 25 marzo 2015
Il patto del Nazareno "due-punto-zero", come lo abbiamo chiamato su questo giornale qualche giorno fa, e cioè il patto tra Renzi e i vertici dell'Anni (associazione magistrati), prende forma sempre più netta. Le prime clausole sono già state rispettate.
Ieri è stata approvata alla Camera la "prescrizione lunga" (ma sarebbe meglio dire l'abolizione della prescrizione, che diventa così lunga da essere praticamente disinnescata), e il partito di Alfano, che era contrario, è stato messo a tacere; intanto in Senato è iniziato l'esame di un disegno di legge che istituisce un nuovo reato, e cioè quello di omicidio stradale.
Il reato di omicidio stradale - che è in realtà una fattispecie dell'omicidio colposo - porta le pene fino a 12 anni, se il guidatore colpevole ha provocato un morto e fino a 18 anni se ne ha provocato più di uno. L'istituzione di questo nuovo reato è abbastanza inutile dal momento che con il sistema delle aggravanti già era possibile condannare una persona fino a 15 anni di carcere (è la pena che si è beccata recentemente un ragazzino africano condannato a Lamezia Terme, in Calabria).
Però fa effetto. Siccome i giornali nei giorni scorsi hanno dato molto risalto ad alcuni incidenti stradali mortali, la politica si è sentita in dovere di dare una risposta. La politica - che ormai ragiona solo con la pancia dell'opinione pubblica - non pensa mai che la risposta possa essere quella di prevedere delle norme che rendano meno probabile il reato ( questo vale per la corruzione, per gli omicidi stradali e tutto il resto) ma pensa che la cosa bella sia quella di aumentare le pene o magari istituire nuovi reati. Quando il reato stradale sarà diventato legge, in Italia avremmo ben quattro tipi diversi di omicidio: colposo, preterintenzionale, stradale e volontario (più c'è l'omicidio volontario e premeditato).
I magistrati volevano questo nuovo reato, non perché sia utile o faciliti il loro lavoro: per dare un segnale. Il segnale dice questo: siamo uno Stato in grado di punire e ci interessa solo questo: punire, punire, punire!. L'allungamento della prescrizione invece è una cosa più concreta. Non solo un fatto simbolico. Serve ai Pm per poter andare avanti anche all'infinito con i processi. L'allungamento della prescrizione serve esclusivamente a questo: a rendere eterno il processo.
Con il sistema attuale solo il 4 per cento dei processi finiva in prescrizione. (Per ragioni statistiche, la metà di questi processi sarebbe finito con una condanna e la metà con una assoluzione). Naturalmente era possibile annullare questo margine, peraltro piccolissimo, di reati prescritti, operando sulla velocizzazione dei processi, o sull'aumento del personale, o sullo snellimento delle procedure (magari anche sulla cancellazione dell'obbligatorietà dell'azione penale che sarebbe la soluzione di ogni problema).
Ma, al solito, governo e magistrati (appunto, i contraenti del nuovo patto del Nazareno, che dovrebbe garantire copertura a Renzi almeno fino al 2018 dal rischio di incursioni della magistratura contro il suo governo) preferiscono evitare riforme di struttura e lavorare sul rafforzamento dello Stato-sbirro, che riduce tutti i diritti degli imputati e che aumenta le pene.
PS. Per i giornalisti sarebbe importante la capacità di autocritica. Anche se è merce rara. Noi proviamo a fare autocritica. Qualche giorno fa, dopo la sentenza Ruby che sputtanava di fronte al mondo intero la Procura di Milano ( e i giornali organici a quella Procura, che non sono pochi) avevamo fatto un titolo davvero azzardato: "È morto il partito dei giudici".
Clamoroso errore. La sentenza Ruby ha incattivito il partito dei giudici, che è ancora potentissimo ed è in grado di far valere la sua forza ideologica e soprattutto la sua incontrollabile potenza di ricatto, specialmente sul ceto politico. Il partito dei giudici, furioso per la riformina della responsabilità civile, per la riduzione delle ferie e poi per la sentenza pro-Berlusconi, ha deciso di lanciare una offensiva su vasta scala. I primi obiettivi erano quello di annullare l'Ncd e quello di ottenere da Renzi una resa sui temi della giustizia. Obiettivi raggiunti con un blitzkrieg. Son bastati un paio di giorni.










