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di Gian Carlo Caselli

Corriere della Sera, 6 gennaio 2026

Tra qualche mese si svolgerà il referendum che dovrà dire “Sì” o “No” alla riforma costituzionale della “separazione delle carriere” tra Pubblici Ministeri e Magistrati giudicanti. È importante che ciascun votante sia ben informato sulla scelta che dovrà fare nell’urna. Sono infatti in discussione l’indipendenza e l’autonomia della magistratura. Due pilastri della nostra Costituzione democratica. Ebbene, la prima e fondamentale cosa che si dovrà tener ben presente nell’urna è che la separazione non migliorerà per niente il funzionamento del sistema giustizia in Italia. Proprio per niente!

I vergognosi e incivilivi tempi biblici che da sempre - purtroppo - caratterizzano negativamente la nostra giustizia non si ridurranno neppure di un nanosecondo. La stessa cosa accadrà per i costi del processo, perennemente in crescita esponenziale. E così le disuguaglianze di fatto fra i cittadini che possono permettesti difese agguerriti ma costose, e gli altri meno “fortunati” si accentueranno, svuotando di fatto il fondamentale principio democratico che tutti i cittadini dovrebbero essere uguali di fronte alla legge.

In sostanza, chi si affanna per farci credere che si tratterebbe di una “riforma della giustizia”, mente e ci prende semplicemente in giro! Votare “No” al referendum significa quindi - prima di tutto - non cadere in questa trappola pericolosa. È come compiere un atto di… legittima difesa!