di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 12 aprile 2015
In attesa dell'intervento sul processo penale sono legge la "tenuità del fatto" e la riduzione della custodia cautelare. Il cantiere della giustizia è sempre aperto. Ma qualche edificio comincia a mostrare una fisionomia precisa. Questo scorcio di legislatura ha già visto arrivare al traguardo provvedimenti significativi, sia sul versante civile sia su quello penale, e altri dovrebbero aggiungersi a breve. Se quello della varietà e consistenza delle misure approvate o in arrivo è un modo di vedere la questione giustizia, tema più di altri oggetto di scontri nel ventennio berlusconiano, altro è però naturalmente quello del giudizio sull'efficacia dove le divisioni tornano a emergere.
Intanto, procedendo con ordine, e partendo dal penale è diventata operativa da pochi giorni la nuova causa di non punibilità per tenuità del fatto (a esserne interessati tutte le contravvenzioni e i delitti che prevedono fino a cinque anni di carcere), che, temperando l'obbligatorietà dell'azione penale, riserva il giudizio ai casi realmente meritevoli di tutela.
Ma già dall'autunno, nell'intenzione di ridurre il sovraffollamento carcerario e abbreviare la durata dei giudizi, è possibile la sospensione del procedimento penale con messa alla prova dell'interessato. Come pure nella direzione di ridurre un'anomalia tutta italiana, che vede in attesa di giudizio quasi un quarto dei detenuti, è stata approvata definitivamente giovedì e attende la pubblicazione in "Gazzetta" la legge di riforma della custodia cautelare, riservandola solo ai casi estremi, con vincoli più stringenti in termini di motivazione e potenziamento delle misure alternative.
Entro l'estate poi il ministero della Giustizia punta a centrare altri due obiettivi a elevato tasso simbolico, oltre che pratico: l'approvazione definitiva dei disegni di legge su criminalità economica e corruzione e la riscrittura della prescrizione.
Disegni di legge in parte esito di uno stralcio da più corposi interventi di riforma ancora in discussione e non approvati neppure da un ramo del Parlamento. Quello di maggiore spessore, la legge in parte di delega sul processo penale, è tuttora giacente in commissione Giustizia alla Camera. È in questo provvedimento, no n si sa se per rallentarlo o accelerarlo, che è stata inserita anche la delega al Governo sulla revisione delle intercettazioni.
Sul piano del diritto penale sostanziale, il Senato ha approvato la riscrittura dei reati ambientali, tema assai caro al ministro Orlando, e anche in questo caso a doversi esprimere sarà la Camera. e da circa un anno, su impulso parlamentare, il nuovo delitto di voto di scambio poi censurato in parte dalla Cassazione.
Per quanto riguarda la giustizia civile, a essere andato in porto è stato sinora un intervento, varato a fine agosto con decreto legge, che da una parte ha potenziato il ricorso agli arbitrati, dall'altra ha introdotto la negoziazione assistita (con una specifica disciplina in materia di separazioni e divorzi) e disposto misure per restituire efficacia alla fase esecutiva, tradizionale tallone d'Achille della giustizia civile.
Solo promessi sinora gli incentivi per la negoziazione e ancora non approvata da Camera o Senato la legge delega sul nuovo Codice di procedura, sul quale a dire la verità sta lavorando da tempo la commissione Berruti. Dal ministero della Giustizia è stata poi confermata la tabella di marcia per il pieno regime del processo telematico.
Sul versante più specifico del diritto dell'economia, non è ascrivibile al ministero della Giustizia, ma è stata introdotta nel Codice civile la possibilità del voto plurimo e maggiorato nelle società quotate e no, mentre da poche settimane è al lavoro una commissione ministeriale con il compito di mettere a punto un nuovo pacchetto di correzioni alla Legge fallimentare.
Sul piano ordinamentale, l'elemento senza dubbio più significativo è costituito dalla nuova veste che ha assunto la responsabilità civile dei magistrati dove, tra le forti proteste della magistratura, è stato eliminato il filtro di ammissibilità e riviste le cause che possono dare luogo alla richiesta di risarcimento nei confronti dello Stato. Ha poi preso corpo pressoché definitivo il quadro delle disposizioni regolamentari di attuazione del nuovo ordinamento forense con un pacchetto di decreti in larga parte già definiti e ormai in dirittura, dalle specializzazioni all'esercizio continuato della professione. Langue invece in Parlamento la legge delega per la riforma della magistratura onoraria, sui cui contenuti peraltro si è esercitata da tempo la protesta di una parte almeno delle associazioni di categoria.
Infine, non ha dato luogo a misure normative, ma rappresenta comunque un punto di riferimento importante il lavoro messo a punto dal Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria e dall'Ufficio statistiche per individuare, soprattutto sul versante civile, le priorità d'intervento per intaccare l'arretrato più risalente nel tempo e abbreviare la durata delle cause.









