di Carmelo Lopapa
La Repubblica, 11 marzo 2015
"È finita come doveva, un processo che non doveva mai cominciare". Le lacrime bagnano i suoi occhi, c'è Ghedini dall'altro capo del telefono. Nel salotto di Villa San Martino capiscono subito. "Assolto, mi hanno assolto", dice quasi sottovoce e si commuove, Silvio Berlusconi, è quasi mezzanotte. Al suo fianco Francesca Pascale si lancia al collo, gli teneva la mano da ore. Poi Marina, Piersilvio. Ci sono anche i due figli maggiori, come sempre, nelle ore più delicate. E così Maria Rosaria Rossi, la fedelissima ombra.
"È la fine di un incubo, è la fine di un incubo" ripete l'ex Cavaliere come se non credesse alla notizia. "Ma quanto tempo perso per riconoscere la mia innocenza, tutta una montatura, la mia storia sarebbe andata diversamente". Rammarico per "il processo più dannoso: hanno tentato in tutti i modi di infangarmi". Ora dopo ora sembrava un tunnel sempre più buio. Quei giudici chiusi per cinque, sei, sette ore. I pensieri più cupi si impossessano del fortino di Arcore. Le telefonate si fanno sempre più rade.
"Vedrete, vogliono farmi pagare il ritorno alla vita politica attiva" sono le confessioni amare ai pochi fedelissimi sentiti in serata. Non si spiegherebbe diversamente tutto quel tempo chiusi per decidere su un'assoluzione. E invece lo sprazzo di luce nella notte. La telefonata dell'avvocato. Sarà solo la prima, nell'arco di un'ora ne riceve quasi un centinaio - racconta chi è a Villa San Martino - ai cellulari piovano foto di brindisi e festeggiamenti di dirigenti e simpatizzanti in giro per l'Italia. Giovanni Toti chiama da Bruxelles e quasi urla al telefono. "Evvai, ci siano, ci siamo.... Ora cambia tutto, Silvio!".
E ora sì, che il leader di Forza Italia può rimettere la testa su un partito allo sfascio, che proprio ieri mattina è andato ancora più alla deriva, documenti di dissenso, minacce di scissione, gruppi autonomi. "Da questo momento tenetevi pronti, sarà una nuova discesa in campo" dice a tutti al telefono il capo. La campagna per le regionali sarà a tamburo battente. Lì si gioca tutto. Ma resta ancora un macigno. La legge Severino che ne impedisce il ritorno in partita come vorrebbe lui, da candidato, da eleggibile. "Quella legge andrà cambiata, adesso appare ancora più assurda" è uno degli sfoghi nella notte. Ma per quella ci sarà tempo.
Tra i fedelissimi è un tripudio. Giovanni Toti recupera il self control dopo l'entusiasmo: "Ovviamente bene, non ci aspettavamo nulla di diverso visto che questo processo non doveva essere neppure iniziato, è proseguito a dispetto di ogni buon senso, è stato trascinato con dei tempi assolutamente inconsueti per la giustizia italiana fino in cassazione spendendo milioni di euro dei contribuenti per un'indagine priva di senso. Chi risarcirà la democrazia italiana?" Daniela Santanché esulta in diretta tv a Ballarò, "la notizia più bella, l'esito più giusto". E poi tutti Maria Stella Gelmini: "È una gran bella notizia, la vivo con sollievo questa è stata una giornata durissima in cui c'era questa spada di Damocle sulla testa. Provo un gran sollievo per il presidente dal punto di vista politico oggi Berlusconi ha dimostrato di avere il controllo dei gruppi parlamentari, anche se nel merito c'erano posizioni diverse, questa notizia straordinaria ci dà la possibilità di andare avanti con Berlusconi leader perché il presidente rappresenta un punto di riferimento per tutti noi".
Le cose non sono affatto rose e fiori, dentro il partito, ancora meno dentro i gruppi parlamentari. Ma non è questo il momento per la resa dei conti. "Sicuramente la legge Severino non ci ha mai convinti ma adesso è presto per fare una valutazione, la cosa importante è il sollievo e la rinnovata fiducia nella giustizia - continua la Gelmini - Per una volta questa sentenza ci dà fiducia nella giustizia e nel futuro...siamo sempre stati certi dell'innocenza, questo è un fatto importante anche per i rapporti tra politica e magistratura.
Mi auguro che da oggi ci sia un clima più sereno tra politica e giustizia". Il tema del risarcimento inizia a essere battente tra i parlamentari, sarà il refrain da oggi. "Assolto. E ancora assolto. Ma chi lo risarcisce della sofferenza e dei danni politici di questi anni? #aspettandolacorteeuropea" twitta Anna Maria Bernini nella notte. Il Ruby ter resta sullo sfondo, almeno per una notte. Ad Arcore e Roma c'è solo voglia di festeggiare dentro Forza Italia.










