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Public Policy, 20 marzo 2015

 

Dopo quasi due anni dall'assegnazione del disegno di legge a firma Pietro Grasso in commissione Giustizia al Senato, le nuove norme Anticorruzione approdano in aula. Oggi alle 17,30, infatti, si svolgerà la relazione del relatore, Nico D'Ascola (Ap).

Successivamente il provvedimento dovrà passare alla Camera per la seconda lettura. La commissione ha approvato nel pomeriggio il testo che, tra le altre cose, contiene le nuove norme sul falso in bilancio prevedendo l'aumento delle pene - per società quotate e non - e senza le soglie di punibilità. Durante il passaggio in commissione, però, sono state aumentate le pene anche per alcuni reati di corruzione: in atti giudiziari, per induzione, peculato e corruzione propria. Ma non solo, perché con un emendamento del governo è stato aumentato - fino a un massimo di 26 - il carcere perché chi commette il reato di associazione mafiosa.

Salgono pene per corruzione propria. Salgono a sei e dieci anni le pene (minima e massima) per i pubblici ufficiali che compiono il reato di corruzione propria. Dunque aumenta il carcere per il reato previsto dall'articolo 319 del codice penale: "Il pubblico ufficiale - si legge nella norma così come modificata - che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa" è punito con la reclusione da sei a dieci anni (invece che 4 e 8).

Se in atti giudiziari max 12 anni. Aumenta la pena per la corruzione in atti giudiziari: dunque passa da 4 a 10 anni di reclusione a 6 e 12 anni. Inoltre, l'emendamento prevede che se dal fatto deriva l'ingiusta condanna di qualcuno alla reclusione non superiore a 5 anni, la pena prevista va da un minimo di 6 a un massimo di 14 anni di carcere (e non più da 5 a 12); se deriva l'ingiusta condanna superiore a 5 anni o all'ergastolo, la pena della reclusione sarà da 8 a 20 anni (e non più da 5 a 20).

Se per induzione max 10 anni e 6 mesi. Cambia il reato di corruzione per induzione. La modifica prevede che la pena minima sia di 6 anni e la massima di 10 anni e 6 mesi. Il testo originario del Codice penale prevede invece una reclusione da tre a otto anni.

Cambiano pene associazione mafiosa. Come detto, è stato approvato un emendamento del governo che prevede pene più severe per chi commette il reato di associazione di tipo mafioso, aumentando la pena massima fino a 26 anni. La modifica approvata a maggioranza prevede per coloro che fanno parte di un'associazione mafiosa la reclusione da 10 a 15 anni, invece che 7 e 12. Per coloro, invece, che "promuovono, dirigono o organizzano l'associazione" la pena prevista è da 12 a 18 anni (invece che 9 e 14). Se l'associazione è armata si applica la pena della reclusione da 12 a 20 anni (e non più da 9 a 15 anni); per i boss delle associazioni mafiose armate da 15 a 26 anni (invece che da 12 a 20).

Abuso d'ufficio. La pena per l'abuso d'ufficio viene innalzata da uno a 5 anni (rispetto all'attuale previsione da uno a 4).

Aumento carcere per peculato. pena max 6 mesi in più. Aumenta anche la pena massima per il reato di peculato, che passa da 10 anni a 10 anni e sei mesi.

Traffico influenze illecite. Con il ddl salgono anche le pene per il traffico di influenze illecite, innalzando da uno a 5 anni (rispetto all'attuale previsione da uno a tre anni) il CARCERE per chi sfrutta relazioni con un pubblico ufficiale, promettendo denaro o favori, come prezzo della propria mediazione illecita.

Esteso reato di concussione. Esteso all'incaricato di un pubblico servizio la pena della reclusione da 6 a 12 anni prevista per il pubblico ufficiale che abusa della sua "qualità" e dei suoi poteri, costringendo a promesse indebite.

Per pubblici ufficiali pena a 6 anni. sì intercettazioni. La commissione Giustizia ha approvato anche un emendamento M5S che aumenta la pena massima - da 5 a 6 anni - per il reato di cui all'articolo 318 del codice penale: corruzione per l'esercizio della funzione. Il reato riguarda il pubblico ufficiale che, per l'esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità o ne accetta la promessa. La pena minima rimane l'arresto di un anno. Con l'aumento della pena massima a 6 anni sarà dunque possibile per il giudice autorizzare le intercettazioni del pubblico ufficiale interessato e viene, invece, esclusa la tenuità del fatto.

No appalti pubblici per 5 anni se condannati. Chi commette reati di corruzione non potrà "contrarre" con la pubblica amministrazione per 5 anni (e non più per 3). In altre parole non potrà sottoscrivere contratti con le Pa come nel caso di appalto pubblico. E ancora: le condanne non inferiori a 2 anni comportano l'estinzione del rapporto di lavoro o di impiego con le Pa e società partecipate.

Prescrizione. Aumento della metà dei tempi entro cui la prescrizione agisce sui reati di corruzione. In particolare, la prescrizione si allunga della metà (rispetto alla pena massima) per i reati di peculato, concussione, corruzione propria, in atti giudiziari, doveri d'ufficio, induzione indebita e istigazione.

Patteggiamento? solo con restituzione soldi. Stretta per i reati di concussione, corruzione per l'esercizio della funzione, in atti giudiziari, induzione indebita e peculato: il patteggiamento sarà condizionato alla restituzione del prezzo del profitto del reato.

Pm informerà Anac su avvio indagini. Il Pubblico ufficiale quando esercita l'azione penale per i reati di concussione, corruzione (propria, nell'esercizio della funzione, in atti giudiziari e istigazione), traffico di influenze illecite, turbata libertà dell'asta pubblica dovrà informare il presidente dell'Authority Anticorruzione.

Ad Anac controllo su contratti appalti segretati. Incremento dei poteri dell'Autorità nazionale anticorruzione. L'Anac dunque potrà "esercita la vigilanza e il controllo sui contratti degli appalti" segretati "al fine - si legge nel testo - di prevenire fenomeni corruttivi i dati dei medesimi contratti sono altresì trasmessi annualmente all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici".