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Italia Oggi, 20 marzo 2015

 

Via libera in commissione giustizia alla camera alla pdl che introduce il reato di tortura nell'ordinamento italiano. Il testo sarà in aula lunedì prossimo per la discussione generale. Il reato di tortura, in pratica, resta reato comune (punito con la reclusione da 4 a 10 anni), ma aggravato con pene da 5 a 12 anni se commesso dal pubblico ufficiale: "Abbiamo seguito le raccomandazioni del comitato Onu contro la tortura e quanto emerso nel corso delle audizioni, da un lato", spiega la presidente della commissione giustizia Donatella Ferranti, "marcando in maniera specifica gli elementi determinanti per il reato commesso dal pubblico ufficiale e dall'altro individuando con più puntualità gli elementi oggettivi e soggettivi della condotta al fi ne di evitare improprie sovrapposizioni con altri delitti già puniti dal codice penale".

Potrà essere incriminato del reato di tortura chi, con violenza o minaccia ovvero con violazione dei propri obblighi di protezione, cura o assistenza, cagiona intenzionalmente a una persona a lui affidata o sottoposta alla sua autorità acute sofferenze fi siche o psichiche al fi ne di ottenere informazioni o dichiarazioni o infliggere una punizione o vincere una resistenza o ancora in ragione dell'appartenenza etnica, dell'orientamento sessuale o delle opinioni politiche o religiose.