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di Luciano Violante

La Repubblica, 3 settembre 2022

Gentile ministr* della Giustizia, è ragionevole che ciascun nuovo ministro intenda lasciare il segno della propria azione di governo e che perciò progetti innovazioni radicali per differenziarsi dal predecessore.

Mi permetto, come anziano frequentatore dei mondi della giustizia, di proporle di integrare la sua visione strategica continuando a collocare tra le priorità del suo ministero i problemi del personale. Dalla continuità di questo impegno dipende infatti il successo di ogni riforma.

Come è noto, il presidente del Tribunale di Roma ha deciso di sospendere per sei mesi, dal 15 ottobre al 15 aprile 2023, l’assegnazione di nuovi processi alle udienze collegiali. La decisione, non so quanto provvida, ha avuto comunque il merito di richiamare l’attenzione sugli organici, sottostimati da tempo immemorabile: in Italia ci sono 12 magistrati ogni 100.000 abitanti di fronte ad una media europea di 21 magistrati.

La carenza è stata affrontata negli ultimi due anni in quattro direzioni. La prima è la intensificazione dei concorsi, dopo il blocco dovuto alla pandemia. Tra il luglio 2021 e settembre 2022 sono stati messi a concorso più di 1.000 posti di magistrato ordinario. È necessario che i concorsi continuino a tenersi ogni anno.

La seconda è la previsione di piante organiche flessibili per far fronte a processi di straordinaria complessità, come quello per il crollo del ponte di Genova. La terza direzione riguarda la integrazione degli organici dei funzionari amministrativi: cancellieri esperti, cancellieri, segretari. Nel 2021 ne sono stati assunti più di 4.000; nel 2022, sinora, più di 3.000.

La quarta è costituita dall’assunzione degli addetti all’ufficio del processo. In tutto saranno 16.500; ne sono stati assunti sinora a tempo determinato più di 8.000. Questi nuovi dipendenti potranno collaborare tanto nell’attività giurisdizionale quanto in quella delle cancellerie. Si aggiungono infine 5.410 profili tecnici, informatici, statistici.

Nella storia della giustizia non si era mai realizzato un intervento così massiccio e in così poco tempo. Il merito è del Pnrr, del Parlamento e del governo. Inoltre è stato previsto che i laureandi in Giurisprudenza dopo il superamento dell’ultimo esame del corso di laurea possano accedere al tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari; che i laureati in Giurisprudenza possano accedere al concorso direttamente, senza alcuno stage intermedio; che i concorsi si tengano contemporaneamente in più sedi.

Il suo ministero, inoltre, per effetto di una recente innovazione, dovrà determinare entro il mese di febbraio i posti che si renderanno vacanti nel quadriennio successivo e dovrà informarne il Csm, che potrà coprire tempestivamente i posti vacanti per evitare vuoti di organico.

Occorrerà accertare, infine, l’effettiva efficienza degli uffici giudiziari. A questo scopo potrà avvalersi dell’Ufficio per il monitoraggio, recentemente costituito, che le permetterà di accertare quali uffici funzionino meglio e quali meno bene ed intervenire in base alle sue responsabilità.

A una immissione così massiccia di nuovo personale dovrebbe corrispondere un parallelo impegno delle Università. Le Università di Bologna, Napoli, Torino, Bari, Palermo, della Tuscia hanno vinto dei bandi per proposte relative al miglioramento del servizio giustizia.

Forse occorrerebbe andare oltre, chiedendo a tutte le Università un particolare impegno didattico e scientifico dei Dipartimenti di Giurisprudenza per avere concorrenti all’ingresso in magistratura sempre più preparati.

So bene, signor* ministr*, che questi impegni non danno lustro, ma le assicuro che i sostenitori delle riforme e tutti i cittadini, elettori e non, le saranno grati se su questo terreno riterrà di operare in continuità con il precedente governo. Con rispettosa cordialità.