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di Margherita Boniver

 

Il Garantista, 22 marzo 2015

 

Si è consumato l'ultimo atto di una vicenda, quella delle dimissioni di Maurizio Lupi, dai profili inquietanti e dai contorni soffusi di robusta e dilagante ipocrisia. Colpisce la velocità delle mosse e delle indiscrezioni scaturite dalla mega inchiesta della Procura di Firenze che di fatto regala al premier Renzi le chiavi di un ministero assai appetibile, soprattutto alla vigilia di Expo. Le dimissioni erano sembrate subito l'unico sbocco per un personaggio come Lupi, che non è riuscito ad ottenere neppure una difesa d'ufficio da parte del suo partito scosso dal secondo episodio di dimissioni "spontanee" dopo quelle di Di Girolamo e che si interroga su chi sarà il prossimo caso.

In uno stralunato passaggio del suo discorso di addio, Lupi dice di non volere alcuna attestazione di garantismo "visto che non sono indagato". Saggia decisione, perché come non perde occasione di rimarcare questo giornale, il garantismo è diventata merce rara, introvabile a tratti in una classe politica rassegnata alla ignoranza e alla violenza di nuove comparse che siedono in parlamento perennemente alla ricerca di teste da far rotolare.

All'insegna di slogan demenziali che ancora riecheggiano come "intercettateci tutti" e sotto il facile titolo "tutti ladri tutti corrotti", si srotola la chiacchiera assai fastidiosa di un compunto moralismo che fa di ogni erba un fascio. Anzi no. Forse il profilo più inquietante di una vicenda tutto sommato modesta, sta nel nuovo prodotto promosso da Renzi: il garantismo di giornata, a scadenza come uno yogurt.

Se un'ombra, una illazione, un leak, un avviso di garanzia, persino una condanna tocca un amico degli amici, si fa spallucce, si mette nel dimenticatoio, ci si mette una croce sopra. Altrimenti si abbandona la preda in pasto alle barbarie delle intercettazioni divulgate ad arte per compiere il famoso character assassination, ci si appella alla vaga definizione di "opportunità". Due pesi, due misure, tonnellate di ipocrisia. Tutto questo ormai é prassi consolidata e bastava vedere quanta incredula preoccupazione si leggeva sui volti dei deputati di centro destra ma anche su alcuni esponenti del PD durante l'ultimo passaggio di un capitolo molto brutto della vicenda politica.