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Public Policy, 17 gennaio 2015

 

"Il Ministero della Giustizia sta comunque promuovendo specifiche iniziative finalizzate ad incentivare ulteriormente le opportunità di accesso al lavoro in ambito carcerario anche verificando la possibilità di riforma organica della normativa in materia".

È quanto si legge in una risposta del dicastero guidato da Andrea Orlando a due interrogazioni, presentate nella II Commissione della Camera, dalle deputate Pd Anna Rossomando e Vanna Iori.

Le interrogazioni prendevano le mosse dalla recente sospensione delle attività legate al servizio mensa carcerario affidate, in alcuni penitenziari, a diverse cooperative nell'ambito del Programma esecutivo d'azione (Pea) n. 14 del 2003.

"Secondo quanto comunicato dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, il progetto prevedeva l'affidamento della gestione dei servizi cucina a cooperative, individuate dalle direzioni, che provvedevano alla formazione dei detenuti addetti ed alla supervisione nella preparazione dei pasti ed assumevano, secondo i contratti collettivi di categoria, i lavoratori così formati".

E ancora, come si legge nella risposta di via Arenula, "i termini dell'iniziativa prevedevano che le cooperative ricevessero, a titolo di corrispettivo, un gettone giornaliero per ciascun detenuto presente in istituto, impiegando materie prime fornite dalla stessa amministrazione". Nel 2009, alla scadenza del progetto, il finanziamento della iniziativa fu trasferito alla Cassa delle ammende per poi essere sospeso a fine 2013 perché non di competenza della Cassa.

"Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, preso atto della cessazione della erogazione del finanziamento da parte della Cassa delle ammende - aggiunge la risposta del ministero della Giustizia - ha comunicato che tutti gli istituti interessati al progetto hanno assicurato di poter proseguire il servizio in economia, con affidamento diretto e con impiego di egual numero di detenuti, ed hanno in tal senso già da tempo predisposto le necessarie misure organizzative". Inoltre "al fine di non disperdere il prezioso patrimonio conoscitivo sviluppato nel corso del progetto, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha intrapreso, all'esito di opportuna interlocuzione con il ministro, iniziative finalizzate a verificare la possibilità di prosecuzione del rapporto di collaborazione con le cooperative esclusivamente per attività diverse dal confezionamento dei pasti".