di Sara Menafra
Il Messaggero, 4 marzo 2015
Una norma che punisca lo sfruttamento dell'accattonaggio con pene più pesanti delle attuali. Nessun intervento sul comportamento "semplice", depenalizzato negli anni 90 da una sentenza della Corte costituzionale, come invece ha chiesto più volte la Lega Nord. E ampliamento dei poteri dei sindaci in materia di "degrado" e "decoro" urbano, anche se pure su questo punto bisognerà stare attenti a non cozzare con quanto deciso dalla Consulta. Oltre a cinquecento militari inviati a presidiare obiettivi sensibili della capitale, forze dell'ordine nelle periferie, un sistema di videosorveglianza diffuso e l'impegno ad un vertice mensile al Viminale dedicato specificamente alla città di Roma.
Alla chiusura del comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza ospitato ieri dalla prefettura di Roma dopo i fatti di piazza di Spagna, il ministro Angelino Alfano ha annunciato di voler presentare presto un nuovo pacchetto di interventi: "Dopodomani (giovedi ndr) incontrerò il presidente dell'Anci, Piero Fassino, per fare insieme una legge contro il degrado urbano e sulla sicurezza delle città" ha detto il ministro: "Vogliamo dare più poteri ai sindaci di difendere i centri storici ed i monumenti delle nostre città".
Al tavolo con l'associazione dei sindaci sarà presente anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, delegato dell'Anci in tema di legalità e decoro urbano appunto, che si incaricherà di riassumere le proposte dell'organizzazione anche sulla legalità e a sostegno degli amministratori locali minacciati.
Attualmente, lo sfruttamento dell'accattonaggio diventa reato solo quando prevede l'impiego di minorenni. Dunque, previo l'accordo con il ministero della giustizia, il Viminale sta valutando di proporre l'aumento di pene per chi sfrutta i minori, ampliando l'intervento anche ad altre forme di racket. Più difficile l'ipotesi che aumentino le pene per il reato di "mendicità molesta", tanto più che il tema è una delle bandiere della Lega Nord.
Non sarà facile, poi, intervenire sui poteri dei sindaci. Nel 2011, una sentenza della Corte costituzionale ha bocciato quello che allora si chiamava il decreto sui sindaci sceriffi e che aveva dato ai primi cittadini il potere di vietare alcune zone all'accattonaggio o ad altri comportamenti non previsti come reato anche in vaste zone del territorio comunale. Quella norma, disse la consulta, era in contrasto con il principio di eguaglianza dei cittadini, la riserva di legge e il principio di legalità sostanziale.
Più immediato l'intervento sulla sicurezza. Nonostante nel 2014 rispetto al 2013 nella capitale si siano registrati cinquemila reati in meno, più arresti, più denunce e beni sequestrati per 1,4 miliardi di euro, rendendo la città "meno delittuosa di Bruxelles, Berlino, Vienna, Madrid, Parigi e Londra", la sicurezza di Roma resta "una priorità" ha detto Alfano.
Il questore Nicolò D'Angelo ha annunciato che presto la questura potrebbe intervenire sui protocolli dei cortei: "Si può lavorare sui percorsi e lo faremo perché il centro storico di Roma e un patrimonio del mondo intero e va tutelato", ha detto. Per quel che riguarda i rapporti con le tifoserie straniere, Alfano ha annunciato che alla prossima riunione a Bruxelles proporrà l'istituzione di un "Daspo europeo".











