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di Antonio Di Costanzo

 

La Repubblica, 13 febbraio 2015

 

Il ministro sottolinea anche l'impossibilità di "stabilizzare tremila tirocinanti" ma rivendica gli sforzi fatti: "Abbiamo rimesso al centro del dibattito il tema della riorganizzazione degli uffici. In ogni caso, sarà l'intervento più importante degli ultimi 25 anni sull'organico del settore della giustizia. È previsto il reclutamento di 2.250 unità e alla fine, tenendo conto dei pensionamenti, produrrà un saldo di 1.000 unità".

Così parla Orlando, accompagnato dal capo di gabinetto Giovanni Melillo, durante la lunga visita in Tribunale. Ad accoglierlo magistrati, critici sulle riforme annunciate come quella sulla responsabilità civile, avvocati che sollecitano sui problemi legati al funzionamento del processo penale e civile, e il personale amministrativo sul piede di guerra per il blocco delle carriere e la mancata riqualificazione professionale.

Nessuna contestazione, ma una civile dimostrazione messa in scena davanti alla biblioteca Girolamo Tartaglione con alcuni amministrativi che si schierano di nuovo con i cartellini rossi all'arrivo del ministro "perché la giustizia è in fuorigioco".

Sono tante le note dolenti riferite all'esponente del governo Renzi. Il presidente della Corte d'appello Antonio Buonajuto, promotore dell'incontro, insieme con il presidente del consiglio dell'Ordine degli avvocati Francesco Caia, parla di "giustizia a rischio collasso". Orlando ascolta con attenzione le parole del procuratore capo Giovanni Colangelo che batte sul tasto dolente della durata dei processi e quindi del rischio prescrizioni, direttamente legato ai problemi del personale e delle risorse, e invoca "tempestività ed effettività delle sentenze".

Monica Amirante, presidente della giunta dell'Anm, pone l'attenzione sulla difficoltà dell'ufficio esecuzione penale esterna, con i giudici di sorveglianza costretti a decidere sulle istanze dei detenuti facendo a meno "delle relazioni socio familiari". A Francesco Greco, capo della Procura Napoli Nord, che paventa il rischio che il Tribunale resti senza sorveglianza con la chiusura della scuola della polizia penitenziaria, Orlando assicura che la convenzione sarà rinnovata.

Sulle carenze d'organico il ministro afferma che "c'è un bando per la mobilità di personale da altri comparti della pubblica amministrazione per mille unità e ce ne sarà un altro prima della fine dell'anno. Nel frattempo abbiamo utilizzato le graduatorie per gli idonei degli altri comparti". Come il personale delle ex Province.

Il Guardasigilli assicura che "arriveranno 200 unità di personale amministrativo nel distretto che ha una scopertura d'organico del 9,86 per cento, di poco inferiore a quello dei distretti del Nord. A Busto Arsizio sono vicini al 50 per cento". Nell'immediato saranno assegnate 10 unità prelevate tra gli idonei degli altri rami della pubblica amministrazione. Il ministro ricorda che "nell'ultima legge di stabilità sono stati destinati 50 milioni aggiuntivi per questo capitolo che diventeranno 90 e 110 nei prossimi due anni".

Durante l'incontro con l'esponente del Pd il Comitato lavoratori della giustizia ribadisce la richiesta di "procedere alla progressione in carriera dei dipendenti giudiziari" e chiede lo stop del bando di mobilità extra compartimentale perché così si "produrrebbe l'irrepa- rabile conseguenza di esautorare tutte le posizioni professionali alle quali legittimamente da 20 anni aspirano i dipendenti giudiziari di ruolo".

A tracciare un bilancio della visita è Caia: "Il clima è cambiato, i problemi restano. La presenza del ministro qui è un dato importante visto che i suoi predecessori si erano negati al confronto. Ci sono state delle indicazioni positive, attendiamo che alle parole seguano i fatti. Noi vogliamo affrontare in concreto i problemi del distretto e siamo pronti a dare la nostra disponibilità, ma siamo convinti che serve un intervento serio e concreto. Speriamo di non rimanere delusi, come è capitato già tante volte". Orlando, infine, assicura che entro fine gennaio ci sarà la nuova legge anticorruzione e si sofferma anche sulla Terra dei fuochi smentendo una riduzione del numero dei militari presenti nei pattugliamenti.