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Ansa, 2 aprile 2015

 

"Ringrazio Napolitano per lo stimolo e la costante attenzione che ci ha permesso di arrivare a dei risultati che non sono ancora quello auspicati, perché rimangono molte cose da fare, ma tutti i percorsi cominciano da qualche parte". Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando, intervenendo a un evento sugli Opg in Senato.

"Credo che alla soddisfazione di essere il ministro che ha avviato la chiusura degli Opg si aggiunga una preoccupazione, un rammarico, per una propaganda che si scarica su persone indifese e fatta di polemiche in questo caso ingiustificate", ha aggiunto il Guardasigilli. "Chiedo a tutte le forze politiche - ha proseguito - che quello che dovrebbe essere un dato di orgoglio non si trasformi in un'ennesima polemica, la paura che viene agitata è solo la paura di noi stessi.

Altro elemento di rammarico è che non ho sentito abbastanza reazioni a quelle posizioni". "Superare gli Opg è anche un modo per riconciliarci con noi stessi - ha concluso il ministro - e dobbiamo manifestare grande soddisfazione per la cosa in sé e per quanto riguarda la pericolosità e la presenza di rischi per la collettività vorrei ricordare che chi viene dimesso è sottoposto a un'attenta valutazione da parte del medico e a una valutazione sulla cessata pericolosità da parte del magistrato".

 

Grasso: chiusura Opg ripristina diritti umani

 

La chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari consente "di ripristinare diritti umani sinora disattesi", unitamente alla norma che "stabilisce che sia le misure di sicurezza che i ricoveri nelle Rems, le Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza sanitaria, non possano protrarsi oltre il limite massimo fissato per la pena detentiva prevista per il reato commesso".

Lo ha affermato il presidente del Senato, Pietro Grasso, intervenendo alla proiezione del film "Il viaggio di Marco cavallo". "Con ciò -ha detto ancora la seconda carica dello Stato, proprio all'indomani dello stop agli Opg- si è inteso abolire i cosiddetti 'ergastoli bianchì, una realtà inaccettabile per un Paese che si voglia definire civile. Si è voluto porre termine ad una situazione in cui i malati, a differenza dei comuni detenuti, oltre che della libertà, erano privati anche della speranza in un futuro".

"Nel corso del tempo, si sono resi sempre più evidenti - ha sottolineato Grasso sempre in riferimento agli Opg - i limiti di questi istituti nell'assolvere alle funzioni ad essi demandate: oltre a quella, appunto, di sicurezza detentiva, la cura, la riabilitazione e il reinserimento delle persone internate. Le carenze negli interventi terapeutici, l'inaudito degrado delle strutture e, in generale, le indegne condizioni di vita dei malati al loro interno - testimoniate anche da un'indagine parlamentare - hanno fatto sì che si avviasse un processo di dismissione degli Opg, definiti luoghi fatiscenti, caratterizzati da condizioni umane e igieniche al limite della decenza e dichiarati illegittimi dalla Corte costituzionale già nel 2003".

"Le Rems serviranno a garantire assistenza soltanto ai soggetti dichiarati non dimissibili, dovendosi evitare, però, che si trasformino in mini manicomi regionali. C'è ancora molto da fare perché la sicurezza e la salute delle persone coinvolte siano tutelate in modo concreto ed efficace. Non solo in termini di strutture. È necessario un diverso approccio alla malattia mentale - ha concluso il presidente del Senato - che sposti l'intervento pubblico dall'obiettivo del controllo sociale dei malati di mente alla tutela, alla promozione della salute e alla prevenzione dei disturbi mentali, da una presa in carico limitata al ricovero ospedaliero ad una basata su servizi territoriali di assistenza disponibili ventiquattr'ore su ventiquattro".

 

D'Ambrosio Lettieri (Fi): su Opg sfida ancora tutta da vincere

 

"Prendiamo atto con favore che il Governo ha inteso non prorogare ulteriormente la data di chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari", ma "la vera sfida deve ancora cominciare ed è ancora tutta da vincere" per Luigi d'Ambrosio Lettieri, capogruppo di Forza Italia in Commissione Igiene e Sanità del Senato.

"Quello che poteva e doveva essere un new deal - commenta in una nota - rischierebbe di essere solo un titolo senza contenuti, se non si dovesse affrontare la realtà con onestà intellettuale e non si dovesse dire chiaramente che le difficoltà non sono affatto superate, non solo perché le Rems (Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza) non sono disponibili nella maggior parte delle regioni, praticamente inadempienti, ma anche perché c'è una sfida superiore da vincere: la costruzione di un nuovo sistema che implichi una rivoluzione culturale ed etica nell'approccio alla psichiatria giudiziaria, per offrire servizi adeguati che non siano Opg in scala minore".

"L'ennesima proroga" alla chiusura dei 6 Opg italiani "sarebbe stata oltremodo indecorosa, come lo era anche lo scorso anno quando il gruppo dei senatori di Fi - ricorda l'esponente azzurro - ha deciso di astenersi sul provvedimento del Governo relativo al terzo rinvio.

Allo stop alla proroga si è giunti, come anche lo stesso presidente Grasso ha affermato oggi, grazie alla mobilitazione di tanti che si sono impegnati, dentro e fuori il Parlamento, perché fosse cancellata una vergogna nazionale". Concluse d'Ambrosio Lettieri: "Lo stop al balletto indecente delle proroghe è, dunque, un fatto per cui ci siamo battuti. Ma non è il punto dirimente, neanche un traguardo. C'è ancora molta strada da fare".

 

M5S: chiusura Opg solo sulla carta, siamo in alto mare

 

"Chi dice che a partire da oggi gli Opg sono solo un ricordo, afferma il falso. In diverse regioni italiane le strutture di accoglienza per i detenuti con problemi psichiatrici, le Rems, non ci sono ancora e, come nel caso del Veneto, i progetti per la realizzazione delle strutture sono addirittura in alto mare. La realtà è che, dopo aver rimandato più volte, la chiusura degli Opg è stata scelta una data inadeguata solo per evitare inutilmente il commissariamento".

Lo affermano i deputati del Movimento 5 Stelle. "Assistiamo a una propaganda risibile da parte di diversi politici - si legge nella nota - che parlano degli Opg come di un problema ormai risolto. Purtroppo non è così: in assenza di strutture alternative, probabilmente molti di quei detenuti continueranno ad essere ospitati negli Opg e, dunque, riceveranno un'assistenza assolutamente inadeguata.

Oggi già c'è chi parla del fatto che, dopo l'uscita dalle Rems, i pazienti ex internati saranno presi in carico dai presidi psichiatrici di zona delle Asl, ma di fronte al fatto che molte Rems non esistono, queste affermazioni sono di facciata e propagandistiche". "Sul fronte della sicurezza - concludono i deputati pentastellati - dobbiamo infine segnalare come desti più di una preoccupazione la posizione degli operatori sanitari, i quali operano e opereranno nelle Rems, direttamente a contatto con soggetti dichiarati pericolosi. Una situazione molto delicata, questa, che è stata sottolineata già nei mesi precedenti da associazioni ed esperti del settore".