di Luca De Carolis
Il Fatto Quotidiano
L'avevano criticato, ancora, per quella riforma della giustizia che ignora l'emergenza prescrizione ma recide le ferie dei magistrati. E il fu rottamatore ha risposto con la milionesima mitragliata di accuse (offese?): "L'Italia è la patria del diritto, non delle ferie. La memoria dei magistrati uccisi dal terrorismo o dalla mafia ci impone di essere seri e rigorosi".
A sostegno del premier, tante voci di Forza Italia. In profonda sintonia, specialmente quando c'è da picchiare sui giudici. Nella graduatoria renziana dei presunti "gufi" i magistrati restano ai primissimi posti. E allora, ecco che la domenica del premier diventa quella del post su Facebook contro le toghe. La miccia, il discorso di sabato scorso del procuratore generale di Torino, Marcello Maddalena, per l'inaugura - zione dell'anno giudiziario: "Pensavo che una delle prime riforme del governo Renzi sarebbe stata quella della prescrizione, e invece è stata quella che ha brutalmente ridotto le ferie dei magistrati". Postilla letteraria: "Il premier è come quel personaggio di Orwell secondo cui il grande rimedio ai problemi era far lavorare tutti fino a farli crepare di fatica". Ieri mattina, l'acuminata replica di Renzi.
"Oggi di nuovo le contestazioni di alcuni magistrati che sfruttano iniziative istituzionali (anno giudiziario) per polemizzare contro il governo" si lamenta subito. Poi mette la gamba: "Ridicolo dire che vogliamo far crepare di lavoro i giudici, noi desideriamo solo sentenze rapide, giuste. Vogliamo che i colpevoli di tangenti paghino davvero e finalmente con il carcere ma servono le sentenze, non le indiscrezioni sui giornali.
Un Paese civile deve avere una sistema veloce, giusto, imparziale". Il premier ritorna poi su un vecchio tasto: "Bisogna valorizzare i giudici bravi, dicendo basta allo strapotere delle correnti che oggi sono più forti in magistratura che non nei partiti". E gioca di ambiguità: "A chi mi dice "ma sei matto a dire queste cose? Non hai paura delle vendette?" rispondo dicendo che in Italia nessun cittadino onesto deve avere paura dei magistrati".
Infine, chiosa classicamente renziana: "Vogliamo un sistema della giustizia più veloce e semplice. E, polemiche o non polemiche, passo dopo passo, ci arriveremo". Nessun cenno al taglio dei tempi della prescrizione. Non così urgente, nello spartito del rottamatore che ai "gufi" togati ribadisce che decide lui, e chi non ci sta si arrangi.
Ma la partita dialettica non può ovviamente finire così. L'Associazione nazionale magistrati contrattacca, partendo dalla forma: "Non si può non trovare di cattivo gusto il richiamo ai magistrati uccisi". Quindi, la sostanza: "Il problema non sono i magistrati ma le promesse mancate, la timidezza in materia di prescrizione e corruzione, la proposta, alla vigilia di Natale, di depenalizzare l'evasione fiscale fino al 3 per cento".
Quanto alle correnti, "riaffermiamo il valore delle diverse sensibilità che costituiscono una risorsa dell'associazionismo". Interviene anche Magistratura democratica, che critica le distanze da Maddalena ("Su ferie assist a Renzi e goal"), ma punge anche il premier: "A che punto è la riforma della prescrizione?". Nella battaglia delle agenzie si schiera pure la Cgil, naturalmente contro il segretario del Pd: "Il grido di allarme lanciato da molti procuratori nell'apertura dell'anno giudiziario non può essere rubricato a una banale diatriba sulle ferie dei magistrati, grave la sottovalutazione del governo".
Ma Renzi non è solo. A soccorrerlo, una lunga teoria di forzisti, tanto per ribadire che il Nazareno prospera. Si va da Daniela Santanché ("L'Anm parla con lo stesso linguaggio di Magistratura democratica e gli sfugge un particolare non da poco: non è un partito") a Lucio Malan: "L'atteggiamento dell'Anm non serve a nulla, se non a riprodurre lo scontro con la politica". In serata, parla il ministro della Giustizia, Andrea Orlando: "Le critiche delle ultime ore al progetto di riforma sono ingenerose, andremo avanti perché le troppe polemiche di questi anni hanno determinato una paralisi e nuociuto gravemente al sistema".










