Affari & Finanza, 18 maggio 2026
“La giustizia civile oggi funziona meglio di ieri, ma non ovunque e non allo stesso modo”. Così Antonello Martinez, presidente dell’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa e fondatore dello Studio Martinez & Novebaci, sintetizza l’analisi dell’Associazione sull’efficienza della giustizia civile nel decennio 2014-2024: una mappa con profondi differenze territoriali e per materie. A livello nazionale, il rapporto tra procedimenti smaltiti e quelli sopravvenuti scende nelle Corti d’Appello da 1,39 a 1,13: è il cosiddetto “clearance rate”, che sopra l’1 indica la capacità di ridurre l’arretrato, sotto un accumulo. Nei tribunali siamo scesi a 0,99 e così il totale nazionale è di un equilibrio tondo a quota 1. “Si tratta di una media che nasconde profonde differenze territoriali e di materia - precisa Martinez.
Nel Nord i risultati sono più solidi e stabili. L’efficienza non nasce oggi: le riforme recenti e gli interventi legati al Pnrr hanno rafforzato un sistema che già funzionava meglio della media. Nel Centro si osserva un recupero evidente, ma con forti differenze tra uffici. Nel Mezzogiorno e nelle Isole, invece, il miglioramento è più lento e discontinuo. I segnali positivi ci sono, ma non consentono ancora di parlare di una svolta strutturale”.
Nel secondo grado di giudizio, si segnalano alcuni balzi virtuosi: nel decennio, a Taranto il clearance rate cresce di quasi mezzo punto e anche Ancona, L’Aquila e Genova segnano miglioramenti importanti. Patti, Vallo della Lucania e Locri risultano in assoluto le Corti più efficienti; Trieste, Venezia e Perugia quelle col più alto tasso di sofferenza. “Le differenze tra distretti sono il vero moltiplicatore delle disuguaglianze per cittadini e imprese - dice Martinez - dove l’organizzazione funziona, il sistema regge; altrove, i ritardi diventano strutturali”.
Non è, quella geografica, l’unica chiave di lettura: “Nelle materie tornano a spiccare contratti bancari e responsabilità civile, mentre protezione internazionale, famiglia contenziosa ed esecuzioni immobiliari restano i comparti più critici”, spiega il presidente. Che ricorda come strumenti come mediazione obbligatoria e negoziazione assistita siano stati, a inizio decennio, determinanti per ridurre il numero di cause. Poi però il focus si è spostato sulle politiche mirate e la piena diffusione del processo civile telematico. “La vera sfida, ora, è verificare se questi risultati reggeranno nel tempo e se il sistema saprà affrontare un contenzioso meno numeroso, ma sempre più complesso”.











