Ansa, 8 gennaio 2015
Rischio che interpretazioni altalenanti compromettano le tutele. Il Viceministro della Giustizia Enrico Costa ha ricevuto il Segretario dei Radicali Italiani Rita Bernardini per un confronto sulle criticità nell'applicazione della nuova normativa sui risarcimenti ai detenuti.
Il provvedimento prevede misure risarcitorie e compensative in favore di detenuti e internati che siano stati sottoposti a condizioni di detenzione inumane o degradanti a causa del sovraffollamento carcerario in Italia, in violazione dell'art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
In particolare, Bernardini ha denunciato l'ineffettività degli strumenti risarcitori e preventivi previsti dalla nuova disciplina ed ha espresso l'intenzione dei Radicali Italiani di inviare un dossier al Comitato dei Ministri del Consiglio D'Europa. Sono stati evidenziati infatti rischi di difformità interpretative della norma che, legando l'ammissibilità delle domande all'attualità del pregiudizio, ridurrebbe notevolmente l'effettività della tutela del detenuto. A ciò si aggiungono i ricorsi respinti sulla base di imprecisioni nella descrizione del danno subìto dal detenuto, nonché le difformità di interpretazione sul calcolo dello spazio minimo di detenzione. Costa ha manifestato disponibilità ad analizzare con attenzione tali criticità (già oggetto, peraltro, di interrogazioni parlamentari) e a monitorare l'esito dei ricorsi pendenti, con particolare riferimento ai tempi dell'esame da parte della Cassazione ed ai suoi orientamenti.
"È fondamentale - ha commentato - che la norma dispieghi appieno la sua efficacia. Il permanere di incertezze interpretative rischia di indebolire l'impianto di tutele che ci hanno consentito di superare le obiezioni dell'Europa". Se la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha respinto 3.564 ricorsi avanzati negli ultimi anni dai detenuti italiani contro il sovraffollamento, ritenendo che l'Italia, grazie ai recenti interventi, sia in grado di far fronte al problema, e ha rinviato il contenzioso ai giudici nazionali, d'altro canto, il Consiglio d'Europa ha rimandato a maggio 2015 il momento della valutazione degli effetti concreti delle misure adottate dall'Italia. "Se, a causa di discutibili interpretazioni, le tutele previste dalla norma dovessero essere compromesse - ha precisato Costa - si dovrà valutare l'esigenza di un intervento legislativo chiarificatore".










