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di Paolo Bozzacchi


Italia Oggi, 13 aprile 2015

 

Diritti fondamentali meno garantiti in Italia, anche a causa della crisi. È una delle conclusioni del Rapporto "L'impatto della crisi sui diritti fondamentali nell'Unione europea", presentato in sede di Commissione Libertà Civili dell'Europarlamento.

Preso in esame dal 2008 al 30 giugno 2014, lo studio ha avuto come oggetto i Paesi più colpiti dalla crisi economica: Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, Irlanda, Belgio e Cipro. E in generale ha sottolineato come i principali processi di riforme e le misure legislative adottate (spesso tagli lineari) per contrastare la crisi, abbiano impattato piuttosto negativamente sui diritti fondamentali presi in esame, cioè alla salute, all'educazione, al lavoro, alla pensione e alla proprietà. Ma anche sull'accesso e i costi della giustizia.

In Italia dal 2008 sono "aumentate del 92% le tasse per il disbrigo delle pratiche nei tribunali civili, contro un aumento di solo il 15% nei sei anni precedenti", e questo ha di fatto limitato il diritto di accesso alla giustizia. Non solo. Le parti in causa hanno visto anche lievitare altri costi aggiuntivi, tra cui "il doppio pagamento della tassa d'iscrizione per i ricorrenti quando il ricorso è irricevibile".

Sull'aumento delle tasse nei tribunali amministrativi, poi, è in corso un procedimento presso la Corte europea dei diritti dell'uomo e la Corte di giustizia europea. Stessa musica quando si richiede copia del fascicolo del caso, per la quale si sborsano "fino a 300 euro" di dazi aggiuntivi (quando si richiede copia salvata su cd o penna Usb). Inoltre il rapporto ha evidenziato come "l'accesso alla giustizia è stato complicato anche da una riforma delle condizioni di appello delle sentenze civili". In Italia è stato ridotto anche l'accesso fisico alle infrastrutture giudiziarie, visto che in questi anni sono stati chiusi o accorpati 31 tribunali, 31 pubblici uffici legali, 220 sezioni locali dei tribunali, 667 uffici di giudici di pace (su un totale di 850). Gli esperti europei invitano l'Italia "a ridurre le tasse e altri costi di accesso alla giustizia, perché non sono adatti per lo scopo dichiarato, cioè decongestionare". Per migliorare senza aumentare i costi "bisognerebbe spendere una quota maggiore del bilancio per l'informatizzazione".