di Silvia Barocci
Il Messaggero, 24 gennaio 2015
Inaugurazione dell'anno giudiziario, il Primo Presidente della Cassazione Santacroce avverte: "La prescrizione va modificata. E basta liti tra magistrati". Indagini come quelle su Mose, Expo e Mafia Capitale "gettano una luce sconcertante sulla capacità della criminalità di insinuarsi nelle istituzioni e nell'economia".
Ma se si pensa, come ha immaginato il governo, di affrontare la lotta alla corruzione con un ulteriore aumento di pena, l'arma scelta è sbagliata e "inutile". Piuttosto, si deve puntare su "idonei strumenti preventivi di controllo" e sulla modifica della prescrizione, perché quella attualmente in vigore è "gravemente insoddisfacente".
È un'analisi lucida, che richiama le responsabilità di tutti e la necessità di investimenti per la giustizia, quella che il primo presidente della Cassazione Giorgio Santacroce compie in apertura dell'anno giudiziario. Mai cerimonia è stata cosi sotto tono: per la prima volta non c'era il Presidente della Repubblica, rappresentato dal Presidente del Senato Pietro Grasso nel ruolo di "reggente"; assente il premier Renzi; molte le sedie rimaste vuote.
È l'occasione per tirare le somme di alcune recenti riforme - il decreto per abbattere l'arretrato civile, l'auto-riciclaggio, le misure alternative al carcere - ma anche per dire cosa manca e che necessita di investimenti economici. Oppure, come fa il pg della Cassazione Gianfranco Ciani prossimo ad andare in pensione dopo aver esercitato l'azione disciplinare nei confronti del procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo, per dare un altolà a quei pm che "hanno dimostrato un eccesso di debolezza nei confronti delle lusinghe dell'immagine, della popolarità e soprattutto della politica".
Che l'aria sia cambiata lo dice con chiarezza Santacroce: la magistratura dopo Mani pulite ha iniziato "una parabola discendente", con la "disaffezione" dei cittadini pelle "credenziali mortificanti" che esibisce, ma a questa crisi di fiducia concorrono anche "frequenti tensioni e polemiche" soprattutto tra pm. Il tutto - rileva il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini - è accompagnato da una gravissima crisi economico-sociale e dalla "crescente odiosità della corruzione" che "pongono al sistema giudiziario nuove domande ed acuiscono la percezione negative delle inefficienze della giurisdizione". Basti pensare - ricorda ancora Legnini - che "la misurazione più attendibile dell'economia sommersa, alimentata dalla criminalità organizzata, dalla corruzione e dall'evasione fiscale indica un'incidenza media della stessa economia sommersa e di quella illegale pari rispettivamente al 16,5% e al 10% del Pil".
Per contrastare la criminalità economica - fa notare il ministro della Giustizia Andrea Orlando - il governo ha approvato il nuovo reato di auto-riciclaggio e ha proposto una serie di modifiche che vanno dalla riforma della prescrizione alla ridefinizione del falso in bilancio fino all'attenuante per l'imputato che collabora nelle inchieste di corruzione. Ma sull'aumento della pena della corruzione propria fino a dieci anni Santacroce prende le distanze: "È lecito dubitare che un ulteriore aumento della previsione sanzionato la sia uno strumento di qualche effetto dissuasivo rispetto a realtà criminali così spregiudicate".
Infine l'allarme del primo presidente sulla "decapitazione" che la Cassazione subirà se il governo non graduerà l'abbassamento a 70 anni della pensione dei magistrati: "alla fine di quest'anno ci sarà un'uscita di scena in blocco di quasi tutti i presidenti di sezione (43 su 56)" con scoperture che raggiungeranno il 91,7%. Uno slittamento di un anno potrebbe essere previsto nel Mille proroghe. Diversamente il Csm dovrà procedere a tambur battente per la nomina di 483 nuovi capi di uffici direttivi e semi direttivi.










