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di Antonio Ciccia

 

Italia Oggi, 14 gennaio 2015

 

Lo Stato riesce a incassare solo il 6-7% delle sanzioni pecuniarie inflitte con una sentenza penale. La relazione tecnica di accompagnamento, allo schema di decreto legislativo sulla non punibilità del fatto tenue non abituale, evidenzia la percentuale molto bassa del gettito dai processi penali. Il dato è richiamato per il calcolo delle ricadute economiche del decreto legislativo citato. Dunque il bilancio dello stato (capitolo 2301 di entrata) comprende le multe, ammende, sanzioni amministrative inflitte dall'autorità giudiziaria e da quelle amministrative (escluse quelle tributarie).

Dai dati contabili emerge la percentuale risicata di recupero e un dato assoluto (riferito al 2013) di versamenti per 22,5 milioni di euro per i procedimenti penali di tribunale. Quanto alla sanzioni pecuniarie per reati di lieve entità, la stima della relazione in commento è di 474.400 euro, somma che l'erario perderà ogni anno a causa della pronuncia di non punibilità, che andrà a sostituire la condanna. Ma se il decreto sulla non punibilità deprimerà le entrate per poco meno di 500 mila euro, non ci saranno squilibri. Lo stesso provvedimento, secondo i calcoli, farà risparmiare oltre 500 mila euro per spese per gratuito patrocinio: la non punibilità si stima, infatti, che riguarderà almeno il 60% dei procedimenti per cui l'interessato chiede l'assistenza a carico dello stato. Senza contare, aggiunge, la relazione, che si realizzeranno economie per il fatto che il personale non sarà più adibito a questi processi e si potrà dedicare a procedimenti più importanti.