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di Silvia Barocci

 

Il Messaggero, 4 aprile 2015

 

Questione di costi. E non solo. Su come modificare le norme per regolamentare le intercettazioni con l'obiettivo di garantire una maggiore privacy dei non indagati si divide non solo la politica ma la stessa magistratura. Due magistrati di punta, Nicola Gratteri e Carlo Nordio, nel giro di pochi giorni hanno avanzato proposte trasversalmente plaudite ma che nella sostanza divergono.

Il procuratore aggiunto di Venezia, Nordio, dalle pagine del Messaggero l'altro giorno ha suggerito un decreto per vietare le intercettazioni ad eccezione di quelle preventive, utili come spunto investigativo ma che non hanno valore probatorio. Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Gratteri, che a Renzi ha presentato i risultati di un'ampia proposta di riforma penale, è arrivato ad altre conclusioni: nessun limite alle intercettazioni che, però, nelle ordinanze possono essere sintetizzate ma non trascritte per esteso, a meno che gli ascolti non siano "rilevanti ai fini della prova".

Non solo: i giornalisti che dovessero pubblicare arbitrariamente le intercettazioni secretate rischiano una pena da due a sei anni di carcere. Se Ap, con il capogruppo in Commissione Giustizia alla Camera Andrea Pagano, trova interessanti entrambe le proposte, il Pd va cauto. In ambiente democrat si intravedono limiti sia nel progetto Nordio (in particolare nel rischio di depotenziare le intercettazioni come strumento di prova), sia in quello Gratteri (il carcere ai giornalisti è in controtendenza rispetto al progetto di depenalizzazione della diffamazione a mezzo stampa).

Dal canto suo, il procuratore aggiunto di Reggio Calabria non è affatto convinto dall'idea di Nordio: "Ricorrere alle sole intercettazioni preventive - dice dai microfoni di Zapping - significa abbassare i livelli di garanzia per i cittadini. Senza contare che i costi aumenterebbero e di molto: un telefono intercettato per 24 ore costa 3,5 euro al giorno. Se però quegli ascolti non si possono utilizzare come prova, e dunque si deve far ricorso ai pedinamenti, i costi arriverebbero a 2.500 euro".