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di Valeria Di Corrado

 

Il Tempo, 14 gennaio 2015

 

Un esercito di auto blu costate un milione e mezzo di euro. Per la procura Corte dei conti del Lazio l'acquisto da parte del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria di una quarantina di Bmw blindate per il trasporto in sicurezza dei suoi dirigenti ha comportato un danno erariale.

Con questa accusa sono stati citati in giudizio davanti ai giudici contabili il generale Enrico Ragosa, all'epoca dei fatti dg delle Risorse materiali, dei beni e dei servizi del Dap, il generale Alfonso Mattiello, ex presidente della commissione giudicatrice della fornitura di veicoli per il trasporto dei detenuti, e Claudia Greco, per oltre trent'anni direttrice del centro "Giuseppe Altavista", il polo che si occupa della gestione amministrativa del personale di polizia penitenziaria in servizio a Roma, della fornitura di beni e servizi e della manutenzione degli immobili del Dipartimento. Oggi i tre dirigenti si ritroveranno nella veste di imputati davanti alla sezione giurisdizionale per il Lazio della Corte dei conti, nella prima udienza del processo.

"L'acquisto delle Bmw è stato deciso da due uffici che non dipendono funzionalmente dalla struttura diretta a suo tempo da Ragosa - spiega l'avvocato Gianfranco Passalacqua, legale del generale in pensione - Si tratta di atti imputabili ad altri dirigenti dell'amministrazione.

Il generale si era limitato a istituire una commissione per valutare la congruità del prezzo: stabilito in circa 40-50 mila euro a macchina. In nessun provvedimento compare la firma di Ragosa. Anzi, dopo che la Corte dei conti aveva rifiutato il visto, aveva chiesto l'annullamento dell'acquisto". Secondo l'accusa, nelle commesse per il noleggio delle auto blindate e nel loro acquisto successivo, i dirigenti dell'amministrazione penitenziaria avrebbero commesso degli illeciti che hanno comportato un inutile esborso di soldi pubblici.

"La contestazione del danno in un milione e mezzo di euro - conclude l'avvocato Passalacqua - è generica, perché basata solo sul valore delle Bmw, ma non implica che l'acquisto abbia comportato un danno all'erario". "L'amministrazione non solo non ha subito danni, ma ha conseguito consistenti vantaggi da quell'operazione - fa eco l'avvocato Maria Immacolata Amoroso, legale del generale Mattiello - Il mio assistito non ha comunque alcuna responsabilità. L'unico legittimato a eseguire quel genere di provvedimenti era Ragosa".

Non è la prima volta che al generale Ragosa, noto per aver affiancato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nelle indagini contro Cosa nostra e per aver fondato il Gruppo operativo mobile del Sismi, viene contestato dalla Corte dei conti un nocumento per l'erario.

La Procura contabile lo scorso ottobre l'aveva citato in giudizio per aver utilizzato indebitamente, dal 2009 al settembre 2011, le auto blu per il trasporto di mobili e bagagli e i suoi uomini di scorta per trasportare suoi familiari. L'accusa è di aver causato un danno di 390.214 euro al ministero della Giustizia, dato dalla somma di stipendi e indennità di missione per gli autisti e il costo del carburante e delle riparazione per le vetture del Dap.

Per gli stessi fatti, sul fronte penale, deve rispondere dell'accusa di truffa, peculato, abuso d'ufficio e falsi. In particolare, gli viene contestato di aver fruito delle prestazioni lavorative di 12 agenti del Dap nelle missioni da Roma a Genova "per ragioni falsamente attinenti alla sua tutela", dal momento in cui spesso il generale restava nella Capitale. Quando poi effettivamente si metteva in viaggio verso il capoluogo ligure, usava due auto: una per sé e l'altra "per il trasporto di bagagli, effetti personali e masserizie". La Corte dei conti, con ordinanza del 25 settembre 2014, ha sospeso questo giudizio in attesa della sentenza di primo grado del Tribunale di Roma e ha ordinato alla Procura un supplemento istruttorio sulla quantificazione del danno.