Il Tempo, 17 febbraio 2015
L'irragionevole durata dei processi provoca un danno erariale altrettanto irragionevole. È questa la denuncia presentata dal partito dei Radicali alla Corte dei conti. Uno dei tanti esposti a carattere politico che ultimamente hanno sommerso gli uffici della Procura contabile per il Lazio. La legge 89 del 24 marzo 2001, cosiddetta "legge Pinto", disciplina il diritto di richiedere un'equa riparazione per il danno subito quando il processo, civile o penale, supera i termini di durata ragionevole stabiliti dalla Corte europea dei diritti dell'uomo.
Negli ultimi anni i ricorsi per risarcimento da ingiusto processo sono lievitati. L'alto numero di condanne e i limitati stanziamenti sul relativo capitolo di bilancio hanno comportato un forte accumulo di arretrato ancora da pagare, che a ottobre 2013 ammontava a oltre 387 milioni di euro. "Il fenomeno - denunciano i Radicali - ha assunto le sembianze di una vera e propria ipoteca accesa a carico di ogni cittadino italiano".
Proprio per porre un freno alle richieste di risarcimento, il governo Monti ha introdotto con il "decreto sviluppo" del 2012 delle modifiche alla legge Pinto: è stato un fissato in 6 anni complessivi il limite oltre il quale il processo (nei suoi tre gradi di giudizio) diventa "irragionevole" e fa scaturire il diritto all'equa riparazione. Poi è stato stabilito l'importo dell'indennizzo in 1.500 euro per ogni anno eccedente il termine di "ragionevole" durata.
L'eccessivo debito causato dai risarcimenti regolati dalla legge Pinto ha portato Marco Pannella e Rita Bernardini a presentare l'8 ottobre scorso un esposto alla Corte dei Conti, "per chiedere di avviare un'istruttoria volta a stabilire: se sussista e a quanto ammonti il danno erariale patito dall'intera nazione per la mancata attuazione di concrete e urgenti riforme per impedire il reiterarsi delle violazioni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle conseguenti condanne economiche; e quali soggetti siano eventualmente responsabili di tale danno".
La magistratura contabile, però, ha difficoltà a muoversi in una materia scivolosa, al limite con le scelte discrezionali della politica di dare la precedenza, in un momento di spending review, ad altri capitoli di bilancio ritenuti più importanti.









