sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Giacomo Salvini

Il Fatto Quotidiano, 29 agosto 2022

L’ex pm Nordio (FdI) propone lo scudo per deputati e senatori. Salvini-Meloni agitano il complotto delle Procure. Energia, Draghi dice “no” ai partiti: il decreto è rinviato.

Carlo Nordio, ex pm di Venezia in pensione da sei anni, non è solo un candidato qualunque di Fratelli d’Italia: ha scritto il capitolo sulla giustizia degli “Appunti per un programma conservatore” presentato dal partito alla convention di aprile a Milano e, secondo due dirigenti di FdI, sarebbe il candidato ministro della Giustizia di Giorgia Meloni in caso di vittoria del centrodestra.

Ieri Nordio, in corsa nell’uninominale e capolista in Veneto per la Camera, ha presentato il suo manifesto politico in un’intervista al Quotidiano Nazionale rispolverando due battaglie che potrebbero diventare realtà in caso di suo approdo a via Arenula: eliminare l’obbligatorietà dell’azione penale ma soprattutto ripristinare l’immunità parlamentare, cioè il divieto di indagare su deputati e senatori senza l’autorizzazione della Camera di appartenenza.

La proposta di Nordio è quella di tornare alla vecchia formula sull’immunità parlamentare dei Costituenti (articolo 68) eliminando la modifica che nel 1993, in piena Tangentopoli, aveva limitato l’autorizzazione del Parlamento solo ai casi di perquisizioni, arresti (non in flagranza), intercettazioni e sequestro di corrispondenza. Dietro la proposta di Nordio si cela uno scudo nei confronti della magistratura: “I padri costituenti l’hanno voluta proprio come garanzia dalle interferenze improprie della magistratura - ha detto al Qn - Sapevano benissimo che qualcuno se ne sarebbe servito a suo vantaggio, ma hanno accettato il rischio, perché quello della sovrapposizione di poteri era enormemente maggiore, come poi si è dimostrato”. Allo stesso tempo, però, l’ex pm spiega che una modifica di questa portata andrebbe “spiegata bene ai cittadini affinché non sembri un privilegio di casta”.

La proposta ieri non è stata commentata dai vertici di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia che non vogliono certo sventolare la bandiera del ritorno all’immunità parlamentare - un tema molto impopolare - a un mese dalle urne. Per tutto il giorno i responsabili giustizia dei tre partiti del centrodestra hanno preferito non commentare. Nordio ha anche proposto di rendere “discrezionale” l’azione penale modificando il principio costituzionale secondo cui ogni volta che un magistrato viene a conoscenza di una notizia di reato deve aprire un’indagine. L’ex pm ha anche fatto riferimento ad altre battaglie che sono state inserite nel programma del centrodestra: la separazione delle carriere, il ritorno alla prescrizione superando la legge Bonafede, l’eliminazione del reato di abuso d’ufficio e l’inappellabilità delle sentenze di assoluzione.

La giustizia è un tema che sta agitando la coalizione di centrodestra. Martedì Meloni ha detto che l’inchiesta sulla pubblicazione del video dello stupro di Piacenza serviva “a mandare qualche avviso di garanzia” nei suoi confronti. Sabato Salvini, che ieri ha proposto di approvare i decreti Sicurezza nel primo Cdm, ha rincarato la dose: “Non vorrei che qualche pm cambiasse l’esito del voto”. Il ritorno della “giustizia ad orologeria” berlusconiana cela il timore di un “complotto”, anche se agitato soprattutto ad uso esterno (individuare un nemico) per ricompattare il fronte interno (i leader divisi sulla premiership). Oggi Salvini e Meloni saranno entrambi in Sicilia, alle 12 a Messina, per iniziare la contesa elettorale anche sull’isola. E anche sulla premiership ci sono veleni nella coalizione. Dopo le parole di Meloni (“se vince FdI non vedo come Mattarella non possa indicarmi premier”), il Colle ha smentito ilCorriere che parlava di “stupore” di Mattarella.

I partiti però si occupano anche dell’emergenza energia. Ieri Salvini ha chiesto agli altri leader un “armistizio” per “dare pieno mandato a Draghi” di trovare risorse per combattere i rincari su luce e gas: un modo per evitare che sia il governo di centrodestra a trovare le macerie. Anche Letta, Conte e Calenda vogliono un intervento “tempestivo”. Ma da Palazzo Chigi rispondono picche: fonti di governo dicono all’AdnKronos che il decreto non sarà questa settimana e che non si farà uno scostamento di bilancio. Nel frattempo si cercheranno le coperture.