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di Damiano Aliprandi

 

Il Garantista, 26 aprile 2015

 

Meno detenuti nelle carceri e nello stesso tempo calano i reati in Italia, risultando uno dei Paesi più sicuri al mondo nonostante la percezione contraria e la propaganda emergenziali sta. L'associazione Antigone conferma le parole di Orlando sul fatto che i detenuti siano diminuiti, ma ha precisato che le condizioni del carcere non sono comunque migliorate.

I detenuti presenti al 28 febbraio 2015 nelle carceri italiane sono 53.982. Il 31 dicembre 2014 erano 53.623, Il 31 dicembre 2013, ovvero a sette mesi dalla sentenza pilota della Corte europea dei diritti umani nel caso Torreggiani, i detenuti erano invece 62.536. Dunque a oggi sono 8.554 in meno rispetto a fine 2013. Scende il numero dei detenuti nelle carceri italiane ma non sembrano migliorare significativamente le condizioni di detenzione all'interno delle carceri.

E quanto emerge leggendo "Oltre i tre metri quadrati", XI Rapporto annuale sulle condizioni dì detenzione in Italia e in Europa, redatto dall'Associazione Antigone ed edito dal Gruppo Abele. I detenuti erano 66.897 alla fine del 2011 - si legge nella fotografia di Antigone - anno nel quale sono stati assunti i primi interventi di carattere deflattivo.

Pertanto in tre anni i detenuti sono diminuiti di 12.915 unità. Dieci anni fa ovvero il 31 dicembre 2004 i detenuti erano 56.068, ossia 2.445 in più rispetto a oggi. Il 21% dei detenuti in Europa è straniero. Il paese con la percentuale più alta è la Svizzera (dei suoi 4,896 detenuti il 74,2% è straniero, e la gran parte di questi è irregolare), seguita dall'Austria con il 46,75%, e dal Belgio con il 42,3%, Inoltre, dei circa 370 mila detenuti stranieri in Europa, il 32,4% è di origine comunitaria. Questo significa che in tutta l'UE i detenuti extracomunitari sono circa 250 mila, ossia il 14% del totale. La percentuale di stranieri nelle carceri italiane è del 32% ovvero 11 punti in più rispetto al dato europeo.

Il numero complessivo di detenuti sottoposti al regime duro del 41 bis è pari a 725, di cui 8 sono donne. Solo uno è straniero. Di questi, 648 sono stati condannati per associazione di tipo mafioso. Ben 414 sono in attesa di giudizio per cui presuntivamente innocenti; 305 i condannati, di cui 144 all'ergastolo. Vi è sottoposto un detenuto su dieci fra quelli finiti in carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso. I posti letto regolamentari secondo il Dap sono 49.943, Il tasso di affollamento sarebbe dunque del 108%, ovvero 108 detenuti ogni 100 posti letto.

Per stessa ammissione dell'amministrazione - sottolinea il rapporto - il dato sulla capienza non tiene conto di eventuali situazioni transitorie (reparti chiusi per lavori di manutenzione) che comportano scostamenti temporanei dal valore indicato. Gli scostamenti temporanei accertati nell'indagine di Antigone sono quantificabili intorno alle 4 mila 200 unità. Se così fosse il tasso di affollamento salirebbe al 118%.

Dunque - si sottolinea - bisogna insistere sul terreno delle riforme per arrivare a una situazione normale, ovvero di un detenuto per un posto letto. Il Rapporto di Antigone segnala inoltre un calo nei nuovi ingressi in carcere: gli ingressi sono stati 50.217 nel 2014. Furono ben 92.800, nel 2008. Ovvero in sei anni sono diminuiti di 42.683 unità. Un calo dovuto al cambio della legislazione sugli stranieri (in particolare alla decisione della Corte di Giustizia della Ue che ha imposto la disapplicazione della norma che prevedeva il delitto di inottemperanza all'obbligo di espulsione del questore) e alle nuove norme in materia di arresto (norme tendenti a evitare il peso delle detenzioni brevi in fase pre-cautelare cioè delle cosiddette porte girevoli) e custodia cautelare (limiti all'uso nei casi di reati di minore allarme sociale).