sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Giovanni Negri

Il Sole 24 Ore, 14 dicembre 2025

Ieri il comitato direttivo “Ragioni tecniche evaporate, solo un sì o un no ai giudici”. Oramai il referendum alle porte sarà sulla magistratura, sulla stima e credibilità di cui gode o potrà godere, e non più sulle questioni tecniche oggetto della legge di riforma costituzionale. Alza il tono il presidente dell’Anm Cesare Parodi al comitato centrale di ieri in un intervento che lui stesso sottolinea come irrituale anche nella lunghezza. “Ho maturato una sensazione molto forte: sarà un referendum contro la magistratura - sottolinea Parodi. Sono parole forti perché la mia osservazione sulla realtà di tutti i giorni, negli uffici, sulla stampa, sulle televisioni, fra le persone mi porta purtroppo a questa conclusione, che è esattamente il contrario di quello che io auspicavo”.

Parodi affastella episodi su episodi di cronaca recente (dall’aggressione a magistrati a Napoli alle polemiche sulla vicenda dei “bambini del bosco”) per avvalorare una certezza, quella di un clima del tutto ostile alla magistratura. “Nei prossimi tre mesi - ha proseguito, tra il serio e il faceto, il presidente Anm - mi aspetto di tutto, mi stupisco che non sia ancora arrivato un attacco personale, ma non ho il minimo dubbio che arriverà: mi accuseranno di traffico di organi, di vendita di reliquie sacre, di avere brigato per ottenere il posto di procuratore generale della Cassazione. Non lo farà la politica, perché il lavoro sporco lo fa fare ad altri. Dobbiamo essere pronti a tutto”.

Qualche elemento più ottimistico invece Parodi lo ricorda sul fronte dell’efficacia delle argomentazioni della magistratura anche in mondi apparentemente distanti, come quello degli avvocati, soprattutto degli avvocati civilisti. E il segretario Anm Rocco Maruotti rilancia: “Un ultimo sondaggio registra 6 punti di differenza e secondo noi è molto significativo perché, a distanza di poco più di un mese dall’approvazione della riforma, il divario si è quasi dimezzato. Questo evidentemente ha innescato la decisione del Consiglio dei ministri di arrivare ad una individuazione della data nei prossimi giorni per anticipare la votazione tra fine febbraio e i primi di marzo”.

E allora “quello che ci preoccupa è che all’assenza di dibattito in Parlamento, adesso seguirà, se così sarà, anche un’assenza di discussione nel Paese - ha continuato Maruotti - Se i cittadini non saranno adeguatamente informati su un tema così tecnico e complicato, il rischio è che non vadano a votare e quindi la Costituzione verrebbe modificata da una minoranza dei cittadini”.

“Bisognerebbe ascoltare l’invito del presidente della Repubblica quando il 25 aprile ha ricordato l’importanza della partecipazione democratica al voto”, ha ricordato Maruotti, convinto che quando si parla di referendum costituzionale “a maggior ragione bisogna essere molto attenti a consentire una partecipazione informata dei cittadini”.

E dalla riunione dell’Associazione magistrati sale poi con forza la richiesta di una presa di posizione del Governo sulla condanna in contumacia pronunciata in Russia nei confronti del giudice italiano della Corte penale internazionale Rosario Aitala: “Auspichiamo che il governo italiano chieda immediatamente spiegazioni al governo russo sulle circostanze che hanno portato un nostro connazionale, il giudice Rosario Salvatore Aitala, a essere condannato in contumacia dal tribunale di Mosca. Aitala lavora per la Corte penale internazionale, un organismo che è nato in Italia, a Roma, e che rappresenta un baluardo del diritto a livello mondiale. Ci auguriamo che l’appartenenza di Aitala a questo organismo non sia divenuta un pretesto per esercitare un’odiosa forma di ritorsione della Russia nei confronti suoi e del nostro Paese”. Infine si rafforza la preoccupazione, se ne è fatto interprete lo stesso Parodi, per la prossima entrata in vigore quasi indiscriminata (tranne i provvedimenti del tribunale delle libertà e le intercettazioni) del processo penale telematico, con l’infrastruttura tecnologica del ministero della Giustizia tuttora in condizioni di forte criticità.