Redattore Sociale, 13 marzo 2015
I dati del ministero della Giustizia. La percentuale dei lavoranti sul totale dei detenuti presenti nelle carceri italiane è del 27,13 per cento. La percentuale dei lavoranti alle dipendenze dell'amministrazione sul totale dei lavoranti è dell'84 per cento.
A fine 2014 erano 14.450 i detenuti lavoranti in Italia, di questi 5137 sono stranieri e 882 le donne. In generale, 12.226 detenuti lavorano alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria e 2324 no. Sono i dati pubblicati in questi giorni dal ministero della Giustizia. La percentuale dei detenuti lavoranti sul totale dei detenuti presenti nelle carceri italiane è del 27,13 per cento. La percentuale dei lavoranti alle dipendenze dell'amministrazione sul totale dei detenuti lavoranti è dell'84 per cento. La regione con il maggior numero di detenuti che lavorano è la Lombardia (2327), seguita da Lazio (1518), Campania (1491), Sicilia (1189) e Toscana (1112). Agli ultimi posti della graduatoria troviamo invece Valle D'Aosta (46), Molise (102) e Basilicata (109). Pochi i detenuti lavoranti anche in Friuli Venezia Giulia (136) e Trentino Alto Adige (139). La serie storica. Il ministero della Giustizia traccia anche l'evoluzione storica del rapporto tra detenuti e lavoro, osservando l'andamento dal 1991 al 2014. In generale va riscontrata una graduale e costante crescita dei detenuti lavoranti in Italia, dai 10.700 del 1991 ai 14.450 del 2014. Proprio lo scorso anno si è raggiunto uno dei livelli piu' alti, avvicinando i 14.686 di fine 2004 e i 14.595 di giugno 2005.
Il picco storico si è avuto proprio alla fine del 2005,l quando i detenuti che lavoravano erano 15.576 (26,17 per cento, più di 1 su 4). Percentualmente, a causa della diminuzione della popolazione carceraria, il migliore rapporto tra lavoranti e presenti nelle carceri italiane si è avuto proprio nel 2014, con il 27,13 per cento. Una percentuale inferiore solo al primo anno di rilevazione, il 1991, dove lavoravano solo 10.770 detenuti su una popolazione carceraria di 31.053 persone (34,46 per cento a giugno, 30,74 per cento a fine anno). Insomma, piu' di 1 su 3. E alla parentesi tra fine 2006 (30,82 per cento) e fine 2007 (27,37 per cento), passando per il 28,68 per cento di giugno 2007.










