sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

Adnkronos, 23 gennaio 2015

 

Fabrizio Corona chiederà la grazia al prossimo presidente della Repubblica. Lo afferma il suo avvocato Ivano Chiesa, dopo che questa mattina il sostituto procuratore generale Giulio Benedetti ha dato parere negativo alla richiesta di scarcerazione avanzata per l'ex fotografo dei vip. La prossima tappa, avverte Chiesa, "sarà probabilmente la revisione", ma prima "sicuramente presenteremo la domanda di grazia al nuovo presidente della Repubblica, sperando che ci dia una mano, perché alla fine si tratta di uno sconto di due anni e mezzo". Cosa che, spiega, "aprirebbe tutte le possibilità di detenzione alternativa", al momento precluse perché il reato di estorsione aggravata, attribuito per via delle foto con le quali Corona ha ricattato David Trezeguet, non consente la concessione di misure alternative al carcere.

Si tratterebbe, ribadisce Chiesa, di "un gesto di clemenza che permetterebbe a Corona di diventare un detenuto normale, con la possibilità di presentare le istanze che fanno tutti i detenuti". A quel punto, "il tribunale potrà decidere. Se Corona verrà ritenuto un soggetto pericoloso, gli si dirà di no. Altrimenti gli diranno di si e il problema si risolverebbe da sé". Non una cosa semplice, sottolinea l'avvocato, ma "in questa situazione non c'è nulla di semplice. C'è un bravo ragazzo che avrà commesso delle stupidaggini, ma ha un cumulo di pene come se fosse un pericoloso criminale e questo rende tutto molto complicato".

 

Lo psichiatra: molto perplesso sui domiciliari

 

Avere una personalità narcisistica e borderline, con attacchi di panico e uno stato di sofferenza mentale, "non è un'indicazione per i domiciliari. Ero molto perplesso perché delle due l'una: o il soggetto presenta un'acuta sofferenza mentale, per il trattamento della quale il domicilio non è adeguato, oppure non lo è e dunque può essere curato nel luogo di pena dai medici del carcere".

Lo afferma all'Adnkronos Salute Massimo Di Giannantonio, psichiatra dell'Università di Chieti, dopo la perizia depositata in Tribunale su Fabrizio Corona che aveva portato alla richiesta di scontare a casa o in una comunità di trattamento il resto della pena. Una richiesta che ha incassato il parere contrario del sostituto procuratore generale di Milano. Corona, a parere del perito, avrebbe una personalità narcisistica e borderline.

"Ebbene, ritengo si debbano esaminare due aspetti - dice lo psichiatra - quello psichiatrico clinico e quello legale. Se nella sede di giudizio è stata esclusa una psicopatologia che prevedesse una totale o parziale incapacità di intendere e di volere, vuol dire che Corona per il Collegio giudicante poteva essere considerato responsabile delle azioni che ha compiuto, e che il suo comportamento è stato considerato volontario, non inficiato da una patologia. Se poi, come segnalato, il soggetto ora presenta attacchi di panico e ha sviluppato una notevole sofferenza mentale, non è detto che le cure in casa siano più indicate. In questi casi è meglio che il paziente sia seguito in una struttura psichiatrica territoriale in forma residenziale, strutture che hanno preso il posto degli ex Opg. Dunque in caso di bisogno il giudice può disporre l'allontanamento di Corona dal carcere e la sua allocazione in una struttura dove cura e pena possono continuare ad esercitarsi".

"Ove siano riconosciute delle aggravate condizioni psichiatriche, è indicato poi il trattamento in comunità terapeutiche per pazienti con disturbi mentali gravi. Si tratta in entrambi i casi di luoghi in cui vengono garantite le terapie ma anche il controllo di eventuali reazioni. Insomma, sono molto perplesso di fronte alla richiesta dei domiciliari: o c'è una acuta sofferenza mentale, per cui il domicilio non è adeguato, oppure il problema può essere gestito dai medici nel luogo di pena", conclude.