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di Liana Milella

La Repubblica, 21 dicembre 2022

Al Senato il Guardasigilli conferma di voler separare le carriere, riformare l’abuso d’ufficio e difende la riduzione dei poteri dell’Anac. Ma la sua priorità al momento sono i processi civili. Santalucia: “È colpa del ministero”.

“Ci saranno ispezioni rigorosissime, vorremo che i vari ispettori andassero nei vari uffici a vedere perché, a parità di risorse, alcune cose funzionano e altre no”. Così il Guardasigilli Carlo Nordio al Senato. A strettissimo giro, con Repubblica, replica il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia: “Le inadempienze e le insufficienze che, in alcuni casi, ritardano i processi sono da attribuire al ministero e non ai giudici”.

Ancora una minaccia alle toghe del ministro della Giustizia, che parla in una sede istituzionale, la commissione Giustizia del Senato davanti alla presidente Giulia Bongiorno. Prosegue la sua audizione di una settimana fa e conferma la linea hard contro i giudici. A partire dalla lentezza dei processi che, dice Nordio, “ci costa fino al 2 per cento del Pil”. Da qui l’annuncio di ispezioni a raffica, “rigorosissime” le definisce lui, per capire perché, a suo dire, alcuni uffici funzionano e altri no. 

Immediata la reazione del presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia: “Il ministro, con le ispezioni annunciate, scoprirà che le inadempienze e le insufficienze che, in alcuni casi, ritardano i processi sono da attribuire al ministero e non ai giudici, che lavorano a ritmi serrati in condizioni di particolare e cronico disagio per carenza di mezzi e strutture. Dal ministro ci attendiamo, lo ribadisco, che faccia la sua parte di responsabile dei servizi relativi alla giustizia non prospettando ispezioni e indagini, ma rispondendo alle richieste di efficace intervento che la magistratura da tempo rivolge a via Arenula, spesso inascoltata”. 

Sì alla riforma degli appalti - In più Nordio difende pure la recentissima modifica degli appalti e dei controlli dell’Anac, nettamente indeboliti, se non del tutto annullati, come ha detto il presidente Giuseppe Busia. Mentre Nordio afferma che “la semplificazione delle norme non significa né un regalo alle mafie, né impunità per la corruzione, ma individuare competenze e semplificare procedure per identificare eventuali casi”. 

Gravi accuse sul caso Palamara - Altro affondo di Nordio sulle intercettazioni. Difende l’intervento su quelle preventive contenuto nella manovra fiscale (“Non è rivoluzionario, è esattamente la stessa cosa di prima, ha aumentato le garanzie, e trasferito solo un piccolo capitolo di spesa”). Ma soprattutto lancia un’accusa contro le toghe sugli ascolti del caso Palamara. Parole gravi che coinvolgono anche la procura di Perugia. Dice Nordio: “Questa porcheria della diffusione è continuata anche dopo la legge Orlando, basta vedere il sistema Palamara, cosa è uscito che non aveva niente a che fare con l’indagine e cosa non è uscito. Credete che tutte le intercettazioni del trojan di Palamara siano state trascritte nella forma della perizia? Sono state selezionate, pilotate e diffuse secondo gli interessi di chi le diffondeva, e non sono ancora tutte state rese pubbliche”. 

“Ritornare alla legge Pecorella sull’appello” - Nordio vuole pure tornare all’abolizione del processo d’appello per il pm che perde il processo, nella stessa formula usata vent’anni fa dall’allora presidente della commissione Giustizia della Camera, l’avvocato, anche di Berlusconi, Gaetano Pecorella. Legge bocciata dalla Consulta. E adesso il ministro dice: “Sono convintissimo della necessità di una riforma e di ritornare alla legge Pecorella che venne dichiarata incostituzionale dalla Corte. Quella legge va rimodulata”. 

Più fondi per le carceri - Il Guardasigilli annuncia anche che ci saranno più soldi per le carceri e aggiunge che “sono stati strappati con le unghie e con i denti in una situazione che, dal punto di vista economico-finanziario, è estremamente delicata”

Un regalo anche per Costa di Azione - C’è pure un “regalo” per il deputato Enrico Costa, responsabile Giustizia di Azione, perché Nordio aumenta il fondo di 7 milioni di euro per gli assolti. “Non è un granché - dice il Guardasigilli - ma rappresenta un segnale di attenzione dello Stato verso chi ha subito ingiustamente un processo”.