di Anna Laura De Rosa
La Repubblica, 15 aprile 2015
Caos e controlli al tribunale di Napoli, il lungo racconto degli avvocati. E la polizia penitenziaria: "Ci hanno travolto come una mandria, mai viste cose simili". Per oggi proclamata l'astensione dalle udienze. L'ira e la denuncia dei legali: "Noi, trattati come deportati e umiliati".
"Siamo stati umiliati da un provvedimento che non era applicabile perché mancano uomini e mezzi". Il penalista Enrico Frojo è reduce dai tumulti esplosi ieri mattina all'ingresso di via Grimaldi. Alle 9.45, una calca inferocita di duemila persone ha bloccato la strada e forzato i varchi di controllo per raggiungere le aule, dopo un'attesa snervante di oltre un'ora. "La fila era diventata ingestibile - prosegue Frojo. Un controllo di sicurezza si è trasformato in una tortura, mentre i magistrati hanno potuto aggirare i varchi attraverso escamotage di cui siamo stati tutti testimoni. Ci siamo sentiti presi in giro". Un doppio binario, secondo i legali, che ha aumentato la loro rabbia e le loro recriminazioni per un trattamento differente. Da una parte la pressione della folla che all'urlo di "vergogna" ha sfondato un vetro ed è entrata coi tesserini alzati.
Dall'altra le forze dell'ordine che hanno tentato di chiudere le porte. "Ero davanti alla fila ricostruisce la legale Imma Marino - Una folla imbestialita ha cominciato a spingere da dietro per arrivare alle udienze. Le forze dell'ordine hanno fatto entrare gli avvocati a scaglioni finché è esploso il caos. Non abbiamo capito più niente, sono andata in panico. Urla, grida. Una persona anziana è scivolata mentre io mi sono ritrovata sul metal detector con gente che mi chiedeva di cancellare foto e video. La categoria è fortemente indignata. Qui veniamo a lavorare, devono garantirci un ingresso tranquillo".
"È successo l'inevitabile - racconta Gaetano Inserra, uno degli avvocati identificati - La fila non si sbloccava e c'è stata una sollevazione popolare, abbiamo insistito per accelerare i controlli. La gente ha bloccato il traffico e ha cominciato a spingere, la polizia si è irrigidita e ha fermato gli ingressi. I giudici sono entrati dai varchi carrabili, la situazione è degenerata perché è arrivata notizia dell'inizio delle udienze, Siamo andati in fibrillazione".
L'avvocato Tommaso Laudando è inciampato e si è ritrovato a terra. "Sono stato spinto da una parte e dall'altra - dice - Sono brutte esperienze visto che andavamo a lavorare e non allo stadio. Finché non cambierà il provvedimento andremo in Tribunale solo se strettamente necessario". "In 25 anni di lavoro in Tribunale non ho mai visto niente del genere - si sfoga un agente in servizio al momento della rivolta - Ci siamo visti piombare addosso una mandria inferocita".
"Questa procedura va rivista - dichiara Ciro Auricchio, rappresentante regionale sindacale Ugl della polizia penitenziaria. Chiederemo all'amministrazione di mandare ai varchi altri agenti". Nel mirino anche alcuni consiglieri dell'Ordine forense che hanno cercato di calmare la folla. "Siamo stati bistrattati come deportati - racconta l'avvocato Angela Masecchia.
È stata mortificata la dignità umana e professionale. Ho avuto uno scatto d'ira verso un consigliere, ma loro giustamente al momento non hanno molti strumenti se non chiedere la sospensione del provvedimento al procuratore. Io stessa ho chiesto l'intervento immediato del presidente della Camera penale". Il caos "è esploso al momento del blocco stradale" dice l'avvocato Emma De Cicco. E quando la coda è saltata "ho sentito un vetro andare in frantumi - ricorda Gianluca Tuberosa - Poi siamo entrati in blocco".
Tra la folla, anche l'avvocato Rosario Rusciano. "Dopo le tensioni ci hanno fatto entrare mostrando solo il tesserino, era la cosa più logica - spiega. Si sono un po' arresi a questa follia. Avvengono aggressioni quotidiane anche negli ospedali, non per questo si adottano misure così rigide. Una risposta intelligente andava organizzata diversamente. Tra l'altro, da quanto ne so, solo a Napoli si è verificato un tale caos". Anche ieri si sono registrate file chilometriche davanti agli ingressi di piazza Porzio e piazza Cenni. "Siamo una categoria vessata - dice Antonio Carannante - anche i professionisti possono arrivare all'esasperazione. I provvedimenti vanno programmati".
"Ho assistito a scene vergognose- dichiara il legale Gabriele Roberto Cerbo, entrato da via Grimaldi - Io avevo un'udienza in Corte d'appello, l'imputato è riuscito ad entrare prima di me". Cerbo, del foro di Santa Maria Capua Vetere, prosegue il suo racconto: "Gli avvocati sono stati costretti a occupare la strada per forzare questo blocco indegno che si era creato. Spero che il consiglio degli Ordini della Campania intervenga in maniera decisa contro chi ha preso questo provvedimento davvero assurdo e sconcertante".
"Una rivolta annunciata commenta l'avvocato penalista Vanni Cerino. Era normale una reazione degli avvocati a un provvedimento così incauto. Le file esasperano tutti e lo stress che generano si ripercuote sull'attività che gli avvocati devono svolgere all'interno del Tribunale. A questo punto non resta altro da fare che modificare questo provvedimento". Chiude il penalista Bruno Von Arx: "Spero solo che tutto ciò non avvenga mai più, tutto questo svilisce la professione".










