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di Virginia Piccolillo

Corriere della Sera, 22 marzo 2026

Era già stata brutta la campagna referendaria. Ma forse è finita peggio. Con scambio di accuse sui social, violazioni del silenzio elettorale inclusa quella del vicepremier Matteo Salvini, segnali allarmanti come il danneggiamento dell’auto del capo dell’Anm Parodi (un finestrino rotto). E persino minacce di morte al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, postate sotto un suo appello al voto su Facebook. Ma da oggi la parola passa agli elettori. Alle sette le urne si apriranno per offrire a 45 milioni di elettori in Italia la possibilità di dire Sì o No alla riforma Nordio: quella della separazione delle carriere, del doppio Csm per soli giudici e soli pm, dell’alta l’Alta corte disciplinare, dei membri togati scelti per sorteggio “secco” e dei laici per sorteggio “temperato”, vale a dire estratti da una lista bloccata compilata dal Parlamento.

Si vota oggi fino alle 23 e domani dalle 7 alle 15. In Veneto il voto referendario è stato accorpato alle suppletive per i collegi uninominali della Camera, lasciati liberi da Alberto Stefani e Massimo Bitonci (divenuti presidente e assessore regionale). Due poltrone per sette competitor in una sfida perlopiù interna al centrodestra e alla stessa Lega. Lo scrutinio avverrà subito dopo la chiusura. E saranno a quel punto calcolate anche le schede degli aventi diritto all’estero arrivate in Corte di Cassazione. I risultati dovrebbero arrivare in serata. Ciascun elettore avrà la possibilità di essere decisivo per la vittoria del proprio schieramento, giacché, non essendoci un quorum richiesto, basterà un solo voto in più per decretare il destino della riforma.

Per questo i leader hanno lanciato appelli a recarsi alle urne forse più insistentemente che in passato, nelle precedenti tornate. L’incognita dell’affluenza è quella che più preoccupa comitati, partiti e sondaggisti che hanno affermato di doverlo considerare stavolta come l’algoritmo decisivo (bassa sembrerebbe favorire il No). Ma siccome il dato è ignoto, i sondaggi sono stati in bilico fino al momento del silenzio elettorale. Silenzio che è scattato alla mezzanotte di venerdì, ma che ieri è stato rotto da un post del leader leghista, Matteo Salvini su X: un Sì a caratteri gialli in campo blu. Il leader M5S Giuseppe Conte non ha parlato di elezioni ma, su Telecolor, ha attaccato il governo per “una cultura basata sul voto clientelare”.

E criticato il ministro Nordio per l’idea di non far usare il trojan per le intercettazioni. Giorgia Meloni ed Elly Schlein hanno colto l’occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. La leader dem è stata alla manifestazione di Libera a Torino. La premier scrive un messaggio su X per rivolgere il pensiero “alle vittime innocenti e alle loro famiglie, che portano ogni giorno il peso di un dolore che riguarda l’intera Nazione”. E un ringraziamento a “chi ha sacrificato la propria vita” e agli “eroi silenziosi” che difendono la legalità. Quindi chiude così: “Il compito di non dimenticare e di portare avanti l’opera di chi ha sempre creduto in un’Italia più forte, più giusta e libera da ogni forma di mafia”.

A irrompere nel silenzio le minacce a Fontana. “Sentirsi augurarsi la morte non può passare sotto silenzio”, ha dichiarato lui, sporgendo denuncia. Solidarietà dal presidente del Senato, FdI, Ignazio La Russa: “Nessun dissenso giustifica la violenza. Sono derive che avvelenano il dibattito”. Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, scrive direttamente a Fontana la sua “preoccupazione profonda per questa deriva per cui l’avversario politico non viene più visto come qualcuno con idee diverse, ma come un nemico da abbattere. È un clima che alimenta divisione e paura”. Per Fabrizio Figini, capogruppo FI in Regione, “la critica, anche dura, è legittima. Ma la minaccia è un atto intimidatorio che va perseguito”.

“Piena vicinanza” anche dal capogruppo FdI in Regione Christian Garavaglia. “Solidarietà totale” anche dal capogruppo leghista, Massimiliano Romeo che confida “in una condanna trasversale”. Fino a sera non ancora arrivata. A Roma voteranno oggi Schlein, alle 11.30 all’istituto De Amcis-Cattaneo; Giuseppe Conte al liceo Virgilio; Carlo Calenda (Azione) alle 16 alla scuola Settembrini; Riccardo Magi (+Eu) alle 10 a Piazza Forlanini. Antonio Tajani (FI) a Fiuggi alle 16.30 e Nicola Fratoianni a Foligno, alle 11.