Italia Oggi, 16 marzo 2015
C'era una volta il falso in bilancio. Nato all'ombra della norma sull'auto-riciclaggio, nella fresca primavera dell'anno scorso, con l'avvicinarsi della calura estiva ha cercato e trovato riparo in Commissione giustizia al Senato.
E, proprio lì, nel testo sul ddl anticorruzione ha atteso che i senatori si ricordassero di lui. Sono passati, però, ancora un paio di mesi prima che da palazzo Madama arrivasse qualche cenno. Finalmente, solo con l'avvicinarsi del Natale il falso in bilancio è riuscito a ottenere la considerazione tanto attesa. Così attesa che non poteva passare inosservata agli occhi del ministero della giustizia. Ecco, quindi, che il dicastero di via Arenula, improvvisamente, concretizza l'annuncio di un testo sui reati economici.
Testo, assegnato sempre alle commissioni giustizia e affari costituzionali del senato, all'interno del quale compare un altro falso in bilancio. Due testi, due norme diverse, due commissioni più il governo coinvolti. Il sistema si impalla e i lavori si fermano. Ma l'occasione è troppo ghiotta. E mentre la commissione giustizia del senato riprende i lavori al ddl anticorruzione approvando un emenda- mento a seduta, il governo annuncia di voler porre fine alla questione.
Il testo sul falso in bilancio sarà uno e uno solo: quello dell'esecutivo. E sarà formalizzato in Aula. Anzi no. In Commissione. Ma, forse, sarebbe meglio l'Aula. Però la commissione ha lavorato di più. Ma se sarà presentato in Aula ci sarà più tempo per studiare i dettagli. Però la commissione senza l'emendamento non andrà avanti con i lavori al testo. Facciamo così. Diamo tutto in mano al ministro Boschi. E che se la veda lei. Tanto, assicura Orlando, il testo definitivo arriverà in settimana. Ha assicurato il ministro quattro settimane fa.










