Adnkronos, 26 marzo 2015
I Fatebenefratelli gestiscono strutture dove già sono in carico ex ospiti, "ancora barriere da abbattere". "La chiusura degli Opg è imminente e, come ha dichiarato il ministro della giustizia Orlando, non si farà nulla per ritardarla. Questo è un bene. Se non che il termine è il 31 marzo e la situazione è ancora confusa e variegata da regione a regione. La scelta del Governo di superare il modello esistente rappresenta certamente un'assunzione di responsabilità verso i più 'impresentabilì tra tutti i sofferenti, anche se non risolve il problema che è ad un tempo giudiziario e sanitario, di sicurezza e di umanità".
Vede luci e ombre nel dopo Opg l'Ordine ospedaliero dei Fatebenefratelli, che gestisce diverse strutture di riabilitazione psichiatrica dove già si ospitano pazienti provenienti dagli ospedali psichiatrici giudiziari e dove anche in queste ore si stanno "ricevendo nuove richieste". Mentre la dead-line si avvicina, i religiosi fanno il punto: le Rems (Residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria) previste in Lombardia "sono ad esempio per la massima parte rappresentate dalla riconversione delle Comunità presenti nell'Ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere. In altri territori ci si sta ancora attrezzando.
Nella società dell'efficienza e della competizione non c'è nessuno di più lontano di un malato di mente che ha compiuto un crimine e che ha violato le regole della società. Ma soprattutto, non vi è nulla di più sensato, oltre che cristiano, dell'offrirgli una reale opportunità di riabilitazione, nell'ambito del percorso che la giustizia ha deciso per il suo caso. Originariamente, gli Opg dovevano assolvere anche a questa funzione: sappiamo che non è stato così". Con le Rems, continuano i Fetebenefratelli, "si vuole cogliere l'occasione per recuperare nei fatti una funzione terapeutico-risocializzatrice diversa dalla classica pena manicomiale, ma per farlo bisogna allargare gli strumenti di collegamento con la società, abbattere le barriere che persistono".
"In virtù dell'esperienza maturata - sottolineano i Fatebenefratelli - siamo consapevoli che le Rems forniscono una risposta solo ai bisogni di alto contenimento dei pazienti affetti da disturbo psichiatrico e socialmente pericolosi. I numeri dimostrano che, a fronte dell'incremento delle dimissioni, continuano comunque, anche se a ranghi ridotti, i nuovi ricoveri in Opg e ciò indica la mancanza di una vera alternativa a tali strutture.
Non ci illudiamo che il 31 marzo cambi tutto, ma invitiamo a riflettere sul percorso dei pazienti che già oggi vengono dimessi dagli Opg ed entrano in un limbo sociale, perché solo 1 su 10 torna a casa, nella propria famiglia, mentre il 90% prosegue il proprio percorso clinico entro strutture residenziali ove la supervisione e la vigilanza sono garantite dalla presenza costante degli operatori".
Per i pazienti "spesso il lavoro di rete e la ricostruzione di rapporti familiari e sociali rappresenta l'elemento fondante il recupero clinico e sociale. È proprio la complessità del problema che ci ha indotto a chiedere un abbandono di un modello datato come gli Opg e a rallegrarci per la scelta compiuta dal Governo, per quanto non dimentichiamo che solo una struttura su tanti Opg è riuscita a fornire una risposta soddisfacente e che quindi occorre valutare preventivamente la portata della riforma che ci si accinge ad attuare".










