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di Massimiliano Lanzotto


La Città di Salerno, 4 gennaio 2020

 

Gli assistenti giudiziari furono ritenuti idonei al concorso del 2016 che costò 4 milioni di euro. Idonei, ma parcheggiati. Intanto i tribunali scoppiano sotto il peso dei fascicoli accumulati anche per la carenza di personale. È il caso degli assistenti giudiziari che attendono lo scorrimento della graduatoria da tre anni ed ora rischiano di veder sfumare la possibilità di entrare in organico al ministero della Giustizia dopo che il nuovo termine per l'assunzione è stato accorciato alla fine di settembre di quest'anno.

Si tratta di oltre 800 unità, vincitori di concorso, bloccati dal lento "turnover" dei pensionamenti legati alla loro categoria professionale. E tra questi molti aspiranti sono residenti nella provincia di Salerno. Anche loro sono in attesa della fatidica convocazione, sperando che il tempo non passi invano. Eppure di personale ne hanno davvero tanto bisogno i tribunali italiani, a partire dal quelli della Corte di Appello di Salerno, finita negli ultimi tempi finita al centro della discussione sull'efficienza degli uffici giudiziari dopo la pubblicazione delle statistiche del quotidiano "Sole 24 Ore", con il caso del tribunale di Vallo della Lucania, fanalino di coda in Italia soprattutto per i procedimenti civili. Salerno è maglia nera anche per i tempi delle sentenze penali di primo grado: un cittadino alle prese con la giustizia penale, in media, si ritrova a dover pazientare 635 giorni. Il doppio della media nazionale. La Corte d'Appello, invece, è la più veloce d'Italia: appena otto mesi. Nessuno riesce a far meglio della Corte presieduta da Iside Russo in tutto il territorio nazionale.