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Ansa, 30 marzo 2015

 

"Occorre continuare ad operare perché il processo penale sia luogo di garanzie eguali per tutti e di affermazione della legalità senza aree di esenzione legate alla collocazione sociale". È quanto scritto nella mozione approvata dal Congresso di Magistratura Democratica svoltosi a Reggio Calabria. "C'è quindi necessità di un gruppo - prosegue la mozione - che continui a fare critica della giurisprudenza, che sappia essere attento alle trasformazioni sociali e della giurisdizione. Ma questa sfida impone che non si facciano passi indietro.

Non si può cedere ad una idea impiegatizia della magistratura. Va smascherato l'inganno: se il cambiamento è realizzato indebolendo la giurisdizione e delegittimando la magistratura, esso determinerà un'evidente retrocessione non solo nella tutela dei diritti ma nella stessa qualità del tessuto civile".

"Magistratura Democratica - prosegue la mozione - dovrà attraverso i suoi organi: seguire con attenzione il percorso di riforma costituzionale in corso di elaborazione; per impedire che l'equilibrio tra i poteri sia compromesso e assicurare la piena autonomia della giurisdizione; sostenere ogni iniziativa volta alla promozione della giurisdizione come strumento di tutela dei principi costituzionali di uguaglianza e solidarietà sociale".

 

Vigileremo contro tagli indiscriminati risorse

 

"La qualità della giurisdizione dipende anche dalla disponibilità di mezzi adeguati per esercitarla, per cui vigileremo per contrastare il taglio indiscriminato delle risorse". È quanto scritto nella mozione approvata dal Congresso di Magistratura Democratica svoltosi a Reggio Calabria. "Ma qualità della giurisdizione - prosegue - significa anche capacità di organizzarla in modo efficiente avendo come obiettivo non le esigenze dei magistrati ma quelle di tutti coloro a cui è destinato il servizio giustizia.

Per questo Magistratura Democratica ritiene fondamentale contrastare con fermezza ogni forma di "carrierismo" in magistratura e riaffermare il principio costituzionale della pari dignità delle funzioni opponendosi ad ogni forma - anche surrettizia e strisciante - di reintroduzione della carriera. Questa sarà anche una sfida per Area". "Le decisioni assunte nei due precedenti congressi - conclude - sono state attuate con lealtà e con notevole impegno di risorse personali ed economiche: anche grazie a ciò Area è diventata una realtà dell'associazionismo giudiziario e dell'autogoverno. Ma ora occorre un cambio di passo".