di Damiano Aliprandi
Il Sole 24 Ore, 20 marzo 2015
Chiede la grazia perché presenta una grave situazione clinica, ma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella gliela nega. Il detenuto è talmente malato che il ministero della Giustizia ha dovuto emanare un comunicato alquanto imbarazzante dove si chiedeva di verificare che sia ancora in vita prima di notificargli il responso.
Dopo che il presidente della Repubblica ha respinto la domanda di grazia presentata da un detenuto, che aveva chiesto di concludere anticipatamente la propria detenzione per motivi di salute, il ministero della Giustizia, come da prassi in questi casi, ha notificato la decisione presa al magistrato di sorveglianza, al procuratore generale della Corte d'Appello ed anche al Penitenziario di Bologna presso il quale il domandante stava scontando la sua pena.
E fin qui rientra tutto nella norma. La singolarità sta in una richiesta fatta dal ministero della Giustizia ai tre destinatari della sua missiva; prima di notificare la domanda rifiutata, infatti, si suggeriva di verificare che il detenuto fosse ancora in vita: "Si comunica - si legge nella richiesta - che il presidente della Repubblica non ha concesso la grazia. Si prega di dare notizia del disposto rigetto assicurando con sollecitudine questo ministero. Al riguardo al fine di corrispondere a conforme richiesta della stessa presidenza della Repubblica, si prega di voler istruire il personale procedente affinché quest'ultimo provveda ad assicurarsi, anche nelle vie brevi, circa l'esistenza in vita del condannato". Una richiesta del ministero che è servita per evitare situazioni di imbarazzo, magari notificando alla famiglia la grazia negata dopo la morte del loro caro: "previamente alla formale notifica del rigetto, onde prevenire il verificarsi di evidenti situazioni di imbarazzo". A rendere pubblico questo documento scottante è stata l'agenzia di stampa Dire che ovviamente non ha rivelato la sua fonte. L'agenzia ha anche potuto appurare che il detenuto in questione sia ancora in vita e stia ancora scontando la sua pena nel carcere bolognese de "La Dozza".
Ma l'imbarazzo è doppio. C'è da chiedersi per quale motivo il presidente Mattarella abbia respinto la grazia ad un detenuto che, con tutta evidenza, tanto da allarmare il ministero della giustizia, è in una stato di salute gravissimo. Forse l'entusiasmo per il presidente Mattarella è stato troppo prematuro.
E se scavassimo nel suo passato, scopriremo che non era affatto "sobrio" e tenero come è stato dipinto. Per Sergio Mattarella, gli ex presentatori televisivi come Mike Bongiorno, Alberto Castagna e Raimondo Vianello sarebbero finiti in galera insieme a Silvio Berlusconi. L'ex democristiano salito al Colle , nel 1991 propose una legge che prevedeva l'arresto per chi faceva propaganda elettorale in tv e il ritiro della concessione a trasmettere per chi contravveniva. Mezza Fininvest, se fosse passata, sarebbe finita in galera. Chi ha a cuore i problemi del sistema penitenziario e intraprende da sempre le battaglie come l'amnistia, probabilmente rimpiangerà l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.










