di Maurizio Gallo
Il Tempo, 18 marzo 2015
Calano gli stranieri, però il rapporto è di cento persone ogni 118 posti. Gli agenti penitenziari: 933 tentati suicidi nel 2014. I jihadisti sono 14.
I detenuti diminuiscono, specialmente quelli stranieri. Ma le carceri italiane restano sovraffollate. "Occorre dunque insistere sul terreno delle riforme per arrivare a una situazione normale, ovvero di un detenuto per un posto letto", fa notare l'ultimo rapporto dell'Associazione "Antigone", presentato ieri e intitolato "Oltre i tre metri quadri". Al 28 febbraio 2015 in cella c'erano 53.982 persone, rispetto alle 62.536 del 31 dicembre 2013. Oggi, dunque, sono 8.554 in meno rispetto alla fine di due anni fa. Ma, secondo il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, i posti regolamentari in tutti i penitenziari della Penisola sono 49.943. Di conseguenza, il tasso di affollamento si aggira intorno al 100,8%, ovvero 108 detenuti ogni cento posti-letto. Non solo. "Per stessa ammissione del Dap - si legge nel report - il dato sulla capienza non tiene conto di eventuali situazioni transitorie (reparti chiusi per lavori di manutenzione), che comportano scostamenti temporanei dal valore indicato. Gli scostamenti temporanei da noi accertati sono quantificabili intorno alle 4.200 unità. Se così fosse, il tasso di affollamento salirebbe al 118%.
Occorre dunque insistere - spiegano ad Antigone - sul terreno delle riforme per arrivare a una situazione normale, ovvero di un detenuto per un posto letto".
Il calo, si legge sul documento, "è dovuto al cambio della legislazione sugli stranieri (in particolare alla decisione della Corte di Giustizia Ue di imporre la disapplicazione della norma che prevedeva il delitto di inottemperanza all'obbligo di espulsione del questore) e alle nuove norme in materia di arresto (tendenti a evitare il peso delle detenzioni brevi in fase pre-cautelare) e custodia cautelare (limiti all'uso nei casi di reati di minore allarme sociale)".
Ma i "galeotti" non italiani restano tanti. Attualmente, la percentuale di stranieri è del 32%, cioè 11 punti in più del dato europeo. Per l'Associazione, comunque, "non sono giustificati gli eccessivi allarmismi e le conseguenti spinte xenofobe presenti in molti Paesi Ue". Antigone censura, poi, un luogo comune, precisando che "il calo della popolazione carceraria non ha inciso sulla criminalità esterna smentendo così il dato che vuole un nesso tra "più criminali in carcere e meno delitti fuori"".
Per il sindacato Sappe, tuttavia, il rapporto "omette le condizioni lavorative dei poliziotti penitenziari". Ogni giorno - spiega il segretario Donato Capece - nelle carceri, i poliziotti penitenziari delle sezioni detentive hanno a che fare con almeno 18 atti di autolesionismo da parte dei detenuti, 3 tentati suicidi sventati dagli agenti, 10 colluttazioni e 3 ferimenti". Nel 2014, fanno sapere sempre al Sappe, 6.919 detenuti sono stati coinvolti in atti di autolesionismo, 933 hanno tentato il suicidio e sono stati salvati dai poliziotti penitenziari, 966 sono rimasti feriti e ci sono state 3.575 colluttazioni.
"Tutti episodi in aumento da quando c'è la vigilanza dinamica", ricorda Capece. Infine, una curiosità: i carcerati sottoposti al duro regime del 41 bis sono 725 e, secondo l'amministrazione penitenziaria, 14 sono accusati o condannati per terrorismo internazionale jihadista.










