Adnkronos, 18 marzo 2015
"Il sistema penitenziario è stato negli ultimi due anni al centro dell'azione del legislatore. Il governo e il Parlamento sono riusciti a superare la fase dell'emergenza causata dalla condanna della Cedu. È giunto il tempo, superata l'emergenza, di ripensare l'intero sistema dell'esecuzione penale".
Lo ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, nel suo intervento alla Giornata mondiale del servizio sociale, che si è svolta al Senato, a palazzo Giustiniani a Roma. "Bisogna togliere al carcere la centralità che ha assunto in tutti i sistemi punitivi. Non solo per spirito umanitario, ma perché la sanzione penale si giustifica se produce deterrenza e se la sua esecuzione non produce recrudescenza - ha sottolineato Orlando.
Perché incidere su un sommo bene, quale è la libertà, deve rappresentare, proprio per la natura del bene, una misura d'eccezione, giustificabile laddove non vi siano altre sanzioni in grado di produrre deterrenza. Dopo anni in cui il tema della sicurezza è stato al centro della azione di propaganda di molte forze politiche, a volte anche di governi, bisogna fare un bilancio.
Il nostro sistema dell'esecuzione della pena è tra i più costosi d'Europa - ha ricordato il ministro - quasi tre miliardi, e tra i più inefficienti, con un tasso di recidiva tra i più alti. Si è propagandata sicurezza e si è alimentato il crimine". Orlando ha infine evidenziato il ruolo fondamentale degli assistenti sociali "centrale nel sistema giustizia", soprattutto "per l'esecuzione della pena, sia per i minori che per gli adulti"










