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di Roberta Giuliani

 

Il Sole 24 Ore, 7 febbraio 2015

 

Disegnato un nuovo precorso per la riabilitazione dei detenuti con problemi legati alla tossicodipendenza. La Regione Molise, il ministero della Giustizia, Anci Molise e tribunale di sorveglianza di Campobasso hanno firmato un protocollo d'intesa per potenziare l'accesso alle misure alternative al carcere. Sale dunque a 12 il numero di accordi sottoscritti in poco più di un anno tra le Regioni e il dicastero di Via Arenula per trasformare le pene detentive dei soggetti più fragili in programmi di inclusione sociale e reinserimento lavorativo.

La prima intesa fu firmata a dicembre 2013 dalla Toscana seguita a distanza di un mese dall'Emilia Romagna. A maggio del 2014 si susseguirono le intese di Umbria, Lazio, Liguria, Campania, Friuli Venezia Giulia e Puglia, poi da giugno a ottobre fu la volta di Sicilia, Lombardia ed Abruzzo e presto si aggiungeranno quelle di Piemonte e Basilicata.

Le misure alternative o di comunità, anche conosciute come community sanction termine anglosassone riportato nella Raccomandazione (92)16 del Comitato dei ministri del Consiglio Ue, sono state introdotte in Italia dalla legge 26 luglio 1975 n. 354 e consistono nel seguire un "programma di trattamento" da svolgersi totalmente nel territorio con la finalità di evitare al massimo i danni derivanti dal contatto con l'ambiente penitenziario e dalla condizione di privazione della libertà.

L'affidamento in prova al servizio sociale è considerata la misura alternativa alla detenzione per eccellenza prevista in particolare modo per tossicodipendenti e alcoldipendenti (articolo 94 legge 309/1990) e per i soggetti affetti da Aids o grave deficienza immunitaria (articolo 47-quater). Misure di recupero e sostegno a quelle alternative, inserimento occupazionale all'esterno e lavori di pubblica utilità, strumenti operativi, programmazione e finanziamenti, durata triennale: a grandi linee gli accordi ricalcano per lo più le intese precedenti.

Per quanto riguarda questa ultima intesa, le parti si sono impegnate a favorire la collaborazione per il recupero sociale con la definizione di percorsi personalizzati, a individuare i soggetti idonei all'inserimento nei circuiti riabilitativi, a prendere in carico questi soggetti limitando invece l'ingresso di detenuti da altre regioni per arginare il fenomeno del sovraffollamento degli istituti e infine a predisporre un piano di azione territoriale per favorire l'applicazione delle misure alternative attraverso programmi terapeutici rivolti ai detenuti con problemi di dipendenze patologiche.

Da parte sua la Regione Molise dovrà adottare misure per garantire il pieno utilizzo delle comunità terapeutiche per ospitare agli arresti domiciliari o in misura alternativa alla detenzione soggetti in esecuzione penale, mentre il ministero oltre a evitare, tranne in casi eccezionali, inserimenti di altri detenuti si impegna a promuovere anche con il contributo della Cassa della Ammende progetti condivisi tra la Regione e gli altri Enti locali. Queste azioni devono essere finalizzate all'accoglienza del detenuto nel territorio di residenza attraverso percorsi di inserimento abitativo e orientamento al lavoro, in particolare per le persone prive di risorse economiche e familiari. Prevista infine una condivisione delle previsioni di spesa per permettere l'elaborazione di un programma comune che tenga conto di ulteriori finanziamenti da parte di altri Enti e Istituti o fondi europei.