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di Luigi Frasca

 

Il Tempo, 7 marzo 2015

 

Processi in aule di fortuna, organici insufficienti, uso dei computer quasi sconosciuto. Udienze che si tengono negli angusti uffici dei magistrati perché non ci sono aule, organici insufficienti sia tra il personale amministrativo che tra quello togato, un processo civile telematico azzoppato da una scarsità di mezzi e di formazione che rischiano di allungare, anziché accorciare, i tempi della giustizia. È questa la fotografia scattata dal primo Report Aiga sulla giustizia in Italia, realizzato grazie al lavoro di tutte le sezioni territoriali dell'Associazione italiana giovani avvocati e presentato ad Ancona nel corso del Focus nazionale sull'ordinamento giudiziario.

Per una giustizia efficiente servono prima di tutto spazi adeguati e, secondo il Report Aiga, i tribunali italiani non sono in grado di soddisfare le necessità del sistema. Alla domanda "Gli spazi riservati alle udienze sono sufficienti allo svolgimento dell'attività?", infatti, il 56,1% degli intervistati risponde di no.

"Nell'elaborazione del report - spiega la presidente di Aiga Nicoletta Giorgi - sono arrivate molte segnalazioni di udienze saltate per mancanza di spazi o celebrate negli uffici dei magistrati, che certo non sono stati progettati con questa funzione. In generale, a un generale problema di spazi insufficienti o inadeguati si è aggiunta la revisione della geografia giudiziaria: spesso, l'accorpamento di più tribunali non è stato accompagnato da un conseguente adeguamento degli spazi. Del resto, lo stesso è avvenuto sul fronte degli organici".

Proprio quello degli organici è il secondo problema evidenziato dal Report Aiga: in tutti i tribunali italiani, infatti, si lamenta una grave carenza sia nel numero di magistrati che in quello degli amministrativi. Nel dettaglio, alla domanda: "Il numero di magistrati è sufficiente in relazione al numero di cause esistenti sul ruolo?", la risposta è un secco "no" da parte del 90,2% degli intervistati.

"La condizione di insufficienza degli organici - sottolinea la presidente Giorgi - è certificata dallo stesso Consiglio superiore della magistratura, che quantifica in 1.081 i posti vacanti negli uffici giudiziari italiani".

Grande cavallo di battaglia dell'Associazione italiana giovani avvocati è quella per l'applicazione del Processo civile telematico. Su questo fronte, il Report Aiga mostra che, nonostante sia ormai entrato pienamente in vigore, il Pct zoppica ancora. La domanda "I tempi necessari alla verbalizzazione in udienza sono aumentati con la verbalizzazione telematica?" lo dimostra.

Risponde infatti "sì" un intervistato su tre (34,1%), contro il "no" del 26,8% del campione. Ma a far riflettere sono le risposte "altro" (39%), che vanno da "Dipende dai giudici" a "Molti giudici fanno ancora uso della verbalizzazione cartacea", ai moltissimi "Non è ancora operativa". E un atto di semplificazione come la presentazione di materiali su pen drive è impossibile nel 70,7% dei casi.

"Il Processo civile telematico - ricorda Nicoletta Giorgi - nasce con l'obiettivo di snellire i tempi della giustizia. Se non viene applicato correttamente, l'effetto può essere opposto. Ci chiediamo: è la strumentazione che manca? È una questione culturale? Serve più formazione? La giustizia, quella telematica in particolare, ha fame di risorse e sete di formazione. Chiediamo al ministro Orlando di provvedere a colmare al più presto queste lacune e a tutte le figure coinvolte nel sistema giustizia di collaborare per smettere di indossare quella maglia nera che fa dell'Italia il Paese dei tribunali inefficienti".