di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 28 settembre 2026
“Non abbiate paura: è un ufficio di collaborazione, consultazione e di risoluzione, ove possibile, dei problemi e delle criticità”. Riprendendo le parole di San Giovanni Paolo II, il ministro Carlo Nordio ha voluto questa settimana rasserenare le toghe sull’attività, temutissima ai fini disciplinari, dell’Ispettorato generale di via Arenula. Per agevolare il lavoro negli uffici giudiziari, senza aspettare che arrivi l’ispezione per scoprire che qualcosa non funziona, è stata presentata “Help Ispettorato”, la nuova piattaforma digitale del Ministero della giustizia che mette a disposizione di tribunali e procure il patrimonio di esperienze raccolto dall’Ispettorato generale.
Non un nuovo strumento di controllo, dunque, ma una sorta di cassetta degli attrezzi che gli uffici potranno utilizzare per individuare le criticità, correggere le procedure e organizzare meglio il lavoro. La piattaforma, accessibile attraverso la intranet dell’Amministrazione, contiene schede operative, modelli gestionali, strumenti di analisi e indicazioni ricavate dall’attività ispettiva.
L’obiettivo dichiarato è intervenire prima che le disfunzioni diventino problemi, riducendo così anche il peso che ricade quotidianamente su magistrati e personale amministrativo. “Una innovazione straordinaria che messa a regime abbrevierà di molto non solo i tempi dei processi ma anche le fatiche sia dei magistrati sia dei collaboratori amministrativi”, ha detto Nordio. Ma il vero cambio di prospettiva riguarda il ruolo dell’Ispettorato. La struttura non vuole essere soltanto quella che arriva negli uffici per verificare cosa non va, puntando a rendere disponibile per gli stessi uffici le soluzioni che ha imparato a conoscere proprio attraverso le ispezioni.
“La nostra attività ispettiva è un patrimonio che può e deve essere restituito al sistema giudiziario”, ha spiegato Monica Sarti, capa dell’Ispettorato, che in questi anni ha impresso un forte cambio di passo al modo di concepire l’attività ispettiva del Ministero. L’idea, ha raccontato Sarti, è nata anche dalle richieste di alcuni dirigenti alle prese con la riorganizzazione dei servizi. Dopo aver sperimentato forme di collaborazione che avevano prodotto risultati positivi, è emersa la possibilità di trasformare quell’esperienza in uno strumento utilizzabile da tutti gli uffici giudiziari. Il punto, insiste Sarti, è “non aspettare necessariamente le disfunzioni degli uffici giudiziari ma anticiparle”. I capi degli uffici potranno quindi utilizzare gli strumenti della piattaforma per verificare autonomamente come funziona la propria organizzazione, individuare eventuali problemi e valutare possibili interventi. Le best practice dell’Ispettorato sono state raccolte anche un in volume, stampato all’interno della prigione di Sant’Angelo dei Lombardi.









