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di Francesco Olivo

La Stampa, 10 agosto 2024

Il partito di Tajani apre nuovi fronti su penitenziari e legge Severino. Dietro alla campagna le pressioni della famiglia Berlusconi. L’estate in carcere e l’autunno in Parlamento. Gli esponenti di Forza Italia fanno visita ai penitenziari e sono pronti a dare battaglia. Gli azzurri hanno individuato il terreno dove portarla avanti: il disegno di legge sicurezza. Il provvedimento, dopo il passaggio in commissione, da settembre arriverà in Aula alla Camera. Sarà quello il momento in cui cercheranno di dare concretezza alle dichiarazioni di queste ore. I più ottimisti garantiscono che stavolta non finirà come lo scorso luglio, quando il governo costrinse Forza Italia a ritirare la maggior parte degli emendamenti garantisti al decreto carceri.

Quello che è certo è che gli azzurri non hanno più remore nel dire che le misure contenute nel dl carceri, approvato mercoledì scorso dalla Camera, non sono sufficienti: “È chiaro che c’è ancora molto da fare”, dice il senatore Pierantonio Zanettin. L’obiettivo ora è intervenire sulla custodia cautelare, magari obbligando i magistrati a definire in maniera più specifica il concetto di “reiterazione del reato”, uno dei criteri che giustificano la carcerazione preventiva e che, secondo Forza Italia, viene utilizzata in maniera troppo disinvolta. Il ddl messo a punto dal ministro Carlo Nordio prevede, oltre a una stretta sulle intercettazioni, anche la decisione collegiale (tre giudici invece di uno) per la custodia cautelare in carcere, ma solo quando gli organici saranno al completo.

La campagna lanciata da Antonio Tajani insieme al Partito radicale per visitare i centri penitenziari è in piena attività. Ma l’offensiva azzurra va al di là del tema delle carceri. Proprio uscendo dalla casa circondariale di Uta, il responsabile giustizia Pietro Pittalis apre il nuovo fronte: “Vogliamo intervenire per modificare la legge Severino - dice a TgCom - per evitare, in barba al principio di presunzione di innocenza, che gli amministratori pubblici condannati in primo grado debbano essere sospesi dalle funzioni”. Per i forzisti è una questione praticamente identitaria, visto che la “vittima” più illustre della Severino fu Silvio Berlusconi, costretto a lasciare il suo seggio al Senato nel 2013 dopo la condanna per frode fiscale. E l’ombra di Berlusconi si aggira ancora. Il partito guidato da Antonio Tajani ha trovato nuove motivazioni per le sue battaglie nelle dichiarazioni della figlia del fondatore. L’appello a favore dei diritti civili lanciato da Marina Berlusconi il mese scorso fa da scudo a richieste sempre più pressanti. Una dinamica che fa dire a un osservatore con una certa esperienza nella destra, come Francesco Storace, che “Forza Italia non regge più nella maggioranza. Il decreto carceri ha scardinato gli umori interni, la famiglia preme e il governo rischierà”. Una tesi che nel partito viene considerata un’esagerazione, “tanto più ora che a sinistra si sono riorganizzati non ci possiamo permettere di far saltare il tavolo”. Certo, le frasi che Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera di Forza Italia, ha consegnato al Foglio, hanno destato molta preoccupazione negli alleati: “Se non riusciamo a incidere su questo tema, cosa ci stiamo a fare al governo?”.

Mulè, invita gli alleati a uscire dalla “discarica giustizialista” e indica la strada da percorrere: “Forza Italia dovrebbe da subito accelerare sulle misure alternative al carcere, rilanciare gli istituti di custodia attenuata (Icam e Icatt), puntare sui percorsi lavorativi per i detenuti e potenziare le comunità che dovrebbero accogliere i tossicodipendenti”. Una lista che in Fratelli d’Italia nessuno vuole raccogliere.

L’altra battaglia che gli azzurri dichiarano di voler portare avanti è quella delle donne in carcere con i figli piccoli. Dopo la retromarcia del governo su un emendamento del Pd, al quale era stato dato inizialmente parere favorevole, i post berlusconiani sono pronti a chiedere il ripristino del differimento automatico della pena per le madri con figli fino a 12 mesi. Insomma, un pacchetto completo. Altro distinguo di Forza Italia arriva con l’ex sindaco di Verona Flavio Tosi che critica la stretta sulla cannabis-light, contenuta sempre nel disegno di legge sicurezza.