di Damiano Aliprandi
Il Garantista, 13 marzo 2015
È dal primo marzo che manca l'infermiere per il turno di notte al carcere sardo di Alghero. Il motivo? Il turno notturno è stato sospeso su decisione del commissario dell'Asl e dietro indicazione del responsabile del servizio.
La motivazione sarebbe quella di poche richieste da parte della popolazione carceraria nella fascia notturna, da qui la decisione di spostare l'infermiere nel carcere di Bancali a Sassari, dove a quanto pare sarebbe stata rappresentata una situazione di emergenza.
Per questo motivo c'è molta preoccupazione tra i detenuti del carcere di Alghero e hanno predisposto una petizione - corredata da un centinaio di firme - che è stata inviata al commissario dell'Asl e alla direzione del carcere. Ma non è un problema isolato. L'intero sistema sanitario penitenziario è in deficit a causa dei tagli
iniziati nel 2012 dal governo Monti e per questo motivo i detenuti non ricevono cure adeguate.
Tagli al personale che incidono anche sulle morti in carcere. Ogni anno oltre cento detenuti muoiono per "cause naturali". A volte la causa della morte è l'infarto, evento difficilmente prevedibile, ma altre volte sono le complicazioni di malanni trascurati o curati male e un lungo deperimento, dovuti a malattie croniche.
L'articolo 1 del Decreto Legislativo 230/99, sul riordino della medicina penitenziaria stabilisce che: "I detenuti e gli internati hanno diritto, al pari dei cittadini in stato di libertà, alla erogazione delle prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, efficaci ed appropriate, sulla base degli obiettivi generali e speciali di salute e dei livelli essenziali e uniformi di assistenza individuati nel Piano sanitario nazionale, nei piani sanitari regionali ed in quelli locali".
Dall'entrata in vigore di questa legge sono trascorsi 14 anni, nel corso dei quali le competenze sull'assistenza sanitaria dei detenuti avrebbero dovuto gradualmente passare dal Ministero della Giustizia a quello della Sanità: invece, quello che si è sicuramente verificato è stato il taglio delle risorse economiche destinate alle cure mediche per i detenuti, mentre l'attribuzione delle pertinenze è tuttora argomento di discussione e di confusione.
Nel frattempo i detenuti morti per problemi di salute sono aumentati d'anno in anno. Ma l'assistenza sanitaria in carcere è molto complicata anche perché a volte i detenuti "usano" la propria salute per cercare di ottenere migliori condizioni di detenzione - una dieta speciale, una cella singola, l'autorizzazione a fare la doccia ogni giorno, farmaci con i quali "sballarsi" - oppure la detenzione domiciliare o il rinvio della pena. I medici, a loro volta, tendono a considerare tutti i detenuti dei simulatori, a minimizzare di fronte ai sintomi di una malattia, a rassicurare il paziente - detenuto sul fatto che "non è niente di grave".
Il comportamento di entrambe le parti impedisce l'instaurarsi di un rapporto di fiducia, che pure sarebbe necessario per l'effettività e l'efficacia delle cure. Così, quando un detenuto muore, una azione di "depistaggio" viene spesso messa in campo per scaricare su altri la responsabilità dell'accaduto, sia all'interno del carcere - gli agenti non l'hanno sorvegliato, i medici non l'hanno curato, gli psicologi non l'hanno capito, i magistrati non l'hanno scarcerato, sia all'esterno - non è morto in cella, ma durante la corsa verso l'ospedale, oppure subito dopo l'arrivo in ospedale, il che vuol dire: "Noi non c'entriamo, il carcere non c'entra, da qui è uscito ancora vivo".
Ed è vero che ci sono delle indagini, che un fascicolo viene aperto in Procura, però le notizie diffuse dai mezzi di informazioni si basano quasi sempre sulle versioni "addomesticate" che provengono dal carcere. Fanno eccezione solo i casi nei quali i famigliari o gli avvocati del detenuto morto s'impegnano fortemente perché venga fatta chiarezza sulla fine del loro congiunto e, allora, si arriva anche all'accertamento delle responsabilità, a sentenze di condanna, a volte alla rimozione di direttori e dirigenti sanitari.










