di Maria Pirro
Il mattino, 11 febbraio 2015
La riforma a meta Conto alla rovescia scattato per l'ennesima volta Sei le strutture presenti in Italia, è già percorso a ostacoli pur di scongiurare la terza proroga È conto alla rovescia è scattato per l'ennesima volta: 31 marzo 2015, questa la data fissata per la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari, motivo di "orrore" già nel 2011 per il capo dello Stato.
Sei le strutture presenti in Italia; "Inconcepibili m qualsiasi Paese appena civile", il suo monito. Dismissione rinviata di anno in anno, si profila ora un percorso a ostacoli. Solo in Campania sono internati m 198:87 a Secondigliano, 111 ad Aversa.
Ecco i passi avanti fatti in questa lunga attesa e le numerose incognite rimaste a distanza di 47 giorni dalla scadenza indicata per legge. D piano dai tempi sballati Si parte con la legge 9/2012 stabilisce che gli Opg devono chiudere: dal31 marzo 2013, data originaria, le persone internate devono essere ricoverate esclusivamente all'interno di nuove strutture residenziali sanitarie, cosiddette Rems, che però non ancora attrezzate dalle Regioni. Impossibile rispettare tempi tanto strettì. Così scatta la prima proroga, e poi la seconda.
Per scongiurarne una terza, sono inseriti correttivi normativi (con la legge 81/2014) ed è istituito un organismo di coordinamento presieduto dal sottosegretario Vito De Filippo, deciso a rispettare il cronoprogramma. A Roma le riunioni con i referenti regionali proseguono ogni giovedì. Nuovi ingressi in Opg: il numero complessivo di internati diminuisce nel corso degli anni, ma gli ingressi non sono bloccati.
Anzi, continuano. Un esempio? Cento campani sono entrati in Opg soltanto nel 2014: più di quanti, 99 in totale, risultano presenti oggi. Il paradosso è certificato dal database regionale, un "cervellone" chiamato Smop, unico in Italia, che consente di monitorare la situazione in tempo reale. Ma il problema riguarda tutta Italia.
Il piano di dismissione degli Opg passa anche attraverso il ritorno in carcere degli internati già condannati o "giudicabili", afflitti da disturbi mentali dopo aver commesso un reato. I trasferimenti, però, non sono ancora cominciati, nonostante riguardino solo 15 campani in base alle pratiche già presentate a luglio scorso.
"La Regione è avanti rispetto ad altre nella realizzazione delle strutture di psichiatria: una, con 20 posti, è nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, un'altra, con 4 posti, a Pozzuoli. Funzionano per la prevenzione" spiega Giuseppe Nese, coordinatore del gruppo per il superamento degli Opg. Altre 4 strutture sono in fase di realizzazione a Secondigliano, Salerno, Sant'Angelo dei Lombardi e Benevento: "Operative entro il 31 marzo" assicuralo psichiatra.
Cambio di passo per le Rems. In Campania avrebbero dovuto esserne realizzate 8, con 160 posti letto, ma il piano originario è stato modificato perché sovradimensionato. Il numero delle strutture è sceso a due, con 40 posti: entrambi gli edifici individuati sono da ristrutturare. Una a San Nicola Baronia, in Irpinia; l'altro a Calvi Risorta, in provincia di Caserta.
Definiti i progetti: dal via, i lavori potrebbero essere completati ³ïÇÎ giorni. Alle Asila Regione ha chiesto di monitorare il procedimento e valutare possibili alternative provvisorie. Sulla fattibilità di soluzioni-ponte sono stati, però, avanzati "dubbi in Toscana - secondo la segnalazione di Psichiatria democratica, ma anche il Veneto sembra essere in ritardo e in Emilia Romagna l'attivazione delle Rems provvisorie sembra incontrare difficoltà, specie con i familiari dei pazienti che dovrebbero lasciare il posto agli ex internati".
Contestata, invece, quale ritorno al passato, "la decisione della Sicilia di attivare la Rems nell'area del vecchio Opg di Barcellona Pozzo di Gotto. Come pure non è accettabile la soluzione in Lombardia che prevede più moduli accorpati, anche qui, nell'Opg di Castiglione delle Stiviere". Politiche di inclusione da rafforzare Psichiatria democratica, con il segretario nazionale Emilio Lupo, chiede che "vengano commissariate le Regioni che non rispetteranno le normative previste dalla legge sulla chiusura degli Opg".
E ribadisce l'importanza di puntare su "progetti personalizzati" con risorse e tempi certi, potenziando i servizi territoriali e promuovendo occasioni di lavoro. Contro i ritardi, la richiesta di commissariare le Regioni inadempienti è stata avanzata anche dal comitato Stop Opg nell'incontro con De Filippo, il 5 febbraio. Un'altra riunione è annunciata per fine mese e, dal primo al 31 marzo, "La staffetta del digiuno": mobilitazione per arrivare al traguardo "senza proroghe e senza trucchi".









