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Redattore Sociale, 29 gennaio 2015

 

L'allarme di Psichiatria democratica: "Gli internati ancora sottoposti alle misure di sicurezza rischiano di finire in residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria collocate negli stessi luoghi e gestite dallo stesso personale sanitario e penitenziario del vecchio Opg".

Si cambia tutto per non cambiare niente. Così si potrebbe sintetizzare l'allarme lanciato da Psichiatria democratica sul superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg), previsto per il 31 marzo 2015 ma che, secondo l'organizzazione fondata da Franco Basaglia, potrebbe tradursi in un'operazione di puro maquillage.

"Gli internati ancora sottoposti alle misure di sicurezza rischiano di finire in Residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria (Rems) - spiega Cesare Bondioli, responsabile carcere e Opg di Psichiatria democratica - collocate negli stessi luoghi e gestite dallo stesso personale sanitario e penitenziario del vecchio Opg. Insomma, una continuazione, sotto altro nome, del vecchio internamento".

Particolarmente allarmante, secondo Psichiatria democratica, la decisione della Regione Sicilia che, se confermata, attiverebbe la Rems nell'area dell'Opg di Barcellona Pozzo di Gotto: "Un'operazione gattopardesca, che lascia tutto come prima", la definisce Bondioli, che punta il dito anche contro la soluzione adottata nell'Opg di Castiglione delle Stiviere in Lombardia, sottoposto da sempre alle dipendenze del Servizio sanitario nazionale piuttosto che del ministero della Giustizia. "Ma questa particolare condizione non giustifica la riorganizzazione in più moduli da 20 posti. In questo modo andrà avanti esattamente come ora", commenta il rappresentante di Psichiatria democratica.

L'allarme riguarda però anche i cosiddetti "dimissibili", ovvero quegli internati non più sottoposti alle misure di sicurezza e ormai esclusivamente sotto la responsabilità del Servizio sanitario nazionale: "Una gran parte di loro finisce nelle grandi strutture riabilitative di lunga degenza psichiatrica", sottolinea. Istituzioni, quest'ultime, che sorgono in luoghi appartati e con un gran numero di posti letto dove, secondo Psichiatria democratica, sono probabilmente finiti molti dei 500 internati dismessi dal 2010, anno in cui è cominciata l'operazione di smantellamento degli Opg.

"A questo problema si aggiunge quello degli interessi privati - prosegue Bondioli. Spesso queste strutture sono gestite dai privati: non solo e non tanto dal privato sociale, ma da un privato mercantile". Durante un seminario al Senato lo scorso novembre il governo si era espresso non soltanto sulla concreta possibilità di rispettare la scadenza del 31 marzo per la chiusura degli Opg, ma anche sul ridimensionamento delle Rems, che in un primo momento erano state pensate per ospitare 900 internati sottoposti a misura di sicurezza. "Nel frattempo il numero delle persone è sceso a circa 800, di cui circa una buona metà dimissibili. Il timore ora è che si continuino a costruire strutture in grado di ospitare 900 persone, con il duplice rischio di alimentare interessi privati e di usare queste strutture anche per coloro che non sono sottoposti alle misure di sicurezza".